martedì 9 marzo 2010

Partita anche l'anagrafe per i conigli domestici


Dopo cani e gatti, il coniglio (quasi sempre nano) è il terzo animale domestico più diffuso nelle case degli italiani: secondo fonti Eurispes del 2004 pare infatti che se ne contino almeno 1.000.000!
Non sorprende dunque che dopo quasi un anno di lavori da parte di varie associazioni e gruppi sorti in difesa e per il riconoscimento del coniglio come animale d'affezione, in collaborazione col ministero della Salute, nasca finalmente anche un'anagrafe tutta per loro: l'anagrafe lapina appunto.
Il progetto dell'anagrafe dedicata ai conigli nasce nell'ambito del Convegno Nazionale sulle nuove norme per la tutela degli animali d'affezione, tenutosi a Roma il 24 febbraio dello scorso anno, in cui si sono discusse numerose proposte per una legge di riordino mirata a garantire per l'appunto la tutela degli animali d'affezione.
Lo scopo principale di tale progetto è quello di raccogliere tutti i dati dei conigli identificati con microchip sul territorio italiano in modo da garantire la veloce restituzione dei conigli smarriti ai legittimi proprietari. E questo sia per conoscere la consistenza e la distribuzione della popolazione cunicola italiana e dunque ovviamente per prevenire e combattere il fenomeno dell'abbandono; ma anche per riconoscere al coniglio il ruolo di animale d'affezione a livello legislativo nazionale, garantendogli la stessa tutela di cani e gatti con assoluto divieto di macellazione.
Il coniglio viene identificato con un "microchip", che viene applicato dal medico veterinario per via sottocutanea, in modo rapido, innocuo e indolore. Dopo aver applicato il microchip, il Medico Veterinario invierà all'Anagrafe Conigli il numero del microchip, i dati segnaletici del coniglio e i dati relativi al proprietario. Al proprietario verrà consegnato un certificato di iscrizione.
In ogni caso, in attesa che questa iniziativa diventi obbligatoria per legge, è nato parallelamente ed indipendentemente dall'Anagrafe Conigli, un importante progetto di censimento della popolazione lapina, in modo da rendere possibile la registrazione di tutti quei conigli che non sono ancora stati microchippati.
Probabilmente molti si chiederanno il senso di tutto ciò; ma bisogna pensare che è relativamente recente l'acquisizione del coniglio come animale da compagnia: parliamo infatti di poco più di 10-15 anni or sono, e questo determina anche a livello legislativo dei vuoti importanti che creano non poche perplessità ed imbarazzi, per usare degli eufemismi, negli operatori del settore (parlo sia dei proprietari, che dei veterinari che se ne occupano).
Basti ricordare che l'utilizzo di farmaci quali gli antibiotici, è sottoposto nel caso degli animali da carne a severi controlli e limitazioni che difatto impedirebbero materialmente il loro corretto utilizzo in un coniglio da compagnia se non rischiando di incorrere in severe sanzioni.
Tali iniziative nascono dunque proprio con l'intento di rendere visibile agli occhi del legislatore, la differenza che intercorre tra un animale d'affezione e un animale allevato a scopi alimentari, per cui più conigli verranno censiti in quanto pets, più peso avrà la loro presenza ed il loro diritto ad essere tutelati come animali d'affezione, esattamente come cani e gatti.
Il progetto Anagrafe Conigli è rivolto a tutti i cittadini proprietari di uno o più conigli, ai veterinari e a tutte le associazioni di tutela degli animali presenti sul territorio nazionale che abbiano in carico dei conigli. Solo attraverso la collaborazione tra privati, professionisti e associazioni sarà possibile fare un passo concreto verso il riconoscimento del coniglio come animale da compagnia.
In molti hanno già aderito: se vuoi farlo anche tu, scopri come visitando il sito: www.anagrafeconigli.it.

giovedì 4 marzo 2010

Il gatto e i suoi ritmi nella coabitazione con l'uomo

Uno dei principali problemi nella convivenza uomo-gatto è rappresentato dalla differenza di abitudini di vita e dei ritmi ad esse correlate: l'uomo infatti è un animale diurno, mentre il gatto è indifferentemente diurno e notturno, in egual misura, ovvero non ha bisogno di alternare un giorno di attività ad una notte di sonno; ma può dormire o attivarsi di giorno come di notte.
Come possono allora coabitare queste due specie, senza disturbarsi?
Intanto diciamo subito che il gatto adatta e modella il suo ritmo, per quanto possibile, al ritmo degli umani nella misura in cui vi è costretto. Ecco quindi che nel momento in cui un gatto si appropria di una casa, nel caso in cui gli sia consentito di uscire liberamente e dunque può continuare a svolgere il suo ruolo di gatto libero, non ha alcun motivo di cambiare il suo ritmo e le sue abitudini. Al massimo verrà a mendicare all'ora dei pasti, nella speranza che qualche leccornia cada dalla tavola.
Inoltre per non essere disturbato dagli orari, per lui incomprensibili, dei suoi coabitanti umani, il gatto si mostrerà socievole quando essi sono abbordabili, per poi rendersi introvabile quando costoro rischiano di turbare il suo benessere, accarezzandolo e svegliandolo mentre sta dormendo, ad esempio.
Nel caso invece del gatto che vive unicamente all'interno di un appartamento e che ha dunque perso la sua libertà, esso dovrà compiere indubbiamente il maggior sforzo di adattamento ai ritmi dei suoi proprietari. Infatti questi ultimi non vedono di buon occhio che lui si svegli e miagoli alle 5 del mattino, che vaghi di notte e dorma quando essi sono svegli e desiderano giocare con lui o prodigarsi in attenzioni materne.
Se il gatto ha poi un ritmo circadiano differito di 12 ore rispetto a quello dei suoi proprietari, ossia se il gatto è sveglio quando i suoi proprietari dormono, questi avranno seri problemi, soprattutto se il gatto in questione miagola fra le 2 e le 5 del mattino, l'ora in cui le potenzialità fisiche, psichiche ed emotive dalla maggior parte degli umani sono al livello più basso.
Immaginate un gatto d'appartamento, solo in casa che, sin quando i proprietari sono assenti, non ha niente da fare tutto il giorno. Il gatto inizia a svegliarsi quando gli umani rientrano dal lavoro: questo infatti è il momento delle interazioni! Qualche ora più tardi, quando il gatto è ancora ben sveglio, i proprietari invece, affaticati dopo una lunga giornata di lavoro, si addormentano.
Il gatto allora tenterà di mordere loro le dita del piede o la mano, farà uno sprint attraversando la stanza, balzerà sul letto e sulle persone, vocalizzerà intensamente, e....tutto ciò fa muovere la gente! E' incredibile, ma è proprio così che il gatto raggiunge il suo scopo: ottiene infatti quell'interazione tanto desiderata. Le pantofole si mettono a volare, la gente grida, le orecchie fremono, le coperte si smuovono, agitandosi e talvolta accade persino che la ciotola si riempia di cibo!
Se poi in casa c'è più di una persona è quasi certo che almeno una di esse prenderà in braccio il gatto per coccolarlo e tentare di calmarlo, mentre l'altra cercherà invano di riaddormentarsi. Il gatto avrà così ottenuto un "universo" più ricco ed interessante, per cui di sicuro ci riproverà: il suo vero obiettivo infatti è quello di educare i suoi padroni e non si arrenderà finché non lo avrà
raggiunto!
Se il veterinario formula, in merito al gatto, una diagnosi di buona salute mentale, non vi resta che invertire i suoi ritmi circadiani.
Il consiglio è semplice in teoria: fornire al vostro gatto delle attività durante il giorno, ma in pratica come fare?
-Innanzitutto fate in modo che debba cercare il suo nutrimento: nascondete il cibo in luoghi differenti, in maniera che mimi la naturale attività di caccia: mettete alcune crocchette in un contenitore di plastica perforata che, mossa in continuazione dal gatto, lasci uscire le crocchette una alla volta, ad esempio.
-Poi cercate di giocare col vostro gatto il più spesso possibile, quando siete in casa. Ciò può comportare una riorganizzazione delle vostre serate, spegnendo la TV, rinunciando ad alcune uscite o riducendo il tempo dedicato alle letture preferite, per dedicare al gatto momenti di attività. Fabbricate voi stessi dei semplici giochi: ad esempio attaccate una piuma ad una cordicella, la cordicella a un bastone e avrete una canna da pesca per spronare il vostro gatto ad un inseguimento eccitante, facendolo stancare a dovere.
-Infine durante il giorno svegliate il vostro gatto quando sta dormendo e proponetegli un'attività interessante. Ogni gatto ha delle sue preferenze in merito. Cosa piace al vostro? Stuzzicatelo con qualcosa di appetitoso oppure proponetegli il suo gioco preferito. Dopotutto se il gatto vi sveglia la notte, perché non ripagarlo con la stessa moneta?
Occorre inoltre modificare i comportamenti del gatto durante la notte!
La tecnica più semplice sarebbe chiudere il gatto in cantina; però occorrerebbero due condizioni necessarie ed indispensabili: avere una cantina ed avere il cuore di chiudervi dentro il gatto!
La migliore tecnica educativa in realtà è quella di evitare di interagire (terapia dell'estinzione del comportamento indesiderato), cercando di non reagire affatto alle provocazioni notturne messe in atto dal vostro gatto.
Tuttavia la cosa non è affatto semplice, anche perché il gatto amplificherà esponenzialmente i suoi comportamenti per una decina di giorni, prima di cercarsi un'altra occupazione più interessante e divertente. Riuscireste a tenere duro per 10 notti di seguito?
In alternativa potreste punire il gatto con l'aiuto di un getto d'acqua, ma al buio non sarebbe molto efficace, rischiando oltretutto di bagnare il letto nel momento in cui si cercasse di punire il gatto che vi è salito sopra. E comunque va ricordato che la punizione da sola, senza cioè proporre un'alternativa, ridirigendo l'attività del gatto ogni volta, sarebbe totalmente inutile.
Ma soprattutto evitate di andare in collera; il gatto si spaventerebbe e romperebbe il legame affettivo con voi!
Non pensiate che tutte queste tecniche dimostrino la loro efficacia da un giorno all'altro; ma in una decina di giorni di applicazione il vostro gatto dovrebbe lasciarvi dormire.
Se desiderate invece sincronizzare i ritmi del gatto ai vostri in tempi rapidi, sappiate che esistono dei farmaci che possono aiutare in tal senso, ad esempio quelli che hanno un effetto regolatore sul sonno, oppure ci sono anche degli induttori del sonno (c.d. sonniferi); ma riserviamoli soltanto alle situazioni di effettiva necessità e soprattutto evitate tassativamente il "fai-da-te" e consultatevi sempre con un veterinario in questi casi.
A parte i disturbi della desincronizzazione dei ritmi tra uomo e gatto, ovvero il gatto che vive di notte ed impedisce al proprietario di dormire, i ritmi umani sono poco modificati dalla presenza del gatto. Ciò è uno dei motivi principali per cui il gatto è tanto apprezzato: le sue leggendarie autonomia ed indipendenza infatti consentono all'uomo di avere un animale da compagnia pur continuando a sentirsi libero.
Non c'è necessità infatti di fare uscire il gatto così come si fa invece con il cane: il gatto esce o fa ginnastica da solo, senza bisogno di essere accompagnato o sorvegliato. Non c'è nemmeno necessità di nutrirlo ad orari precisi, poiché la maggior parte dei gatti, quando ha l'alimento (secco) permanentemente a disposizione (ad libitum), si regola molto bene, assumendo solo le giuste quantità necessarie al suo mantenimento.
Non c'è necessità di assumere un cat sitter, poiché il gatto resta facilmente solo, anche per un intero week end (a patto di avere a disposizione cibo fresco e acqua pulita a sufficienza).
E per quanto riguarda le vacanze del proprietario, dato che il gatto non ha bisogno di vacanze, essendo sempre in vacanza, è sufficiente che un amico venga a dargli da mangiare e si intrattenga con lui per un po' di tempo, giocandoci e ovviamente pulendogli la lettiera, tre o quattro volte la settimana, affinché tutto proceda bene e il benessere dell'animale sia preservato.

martedì 23 febbraio 2010

Astrologia: biografia e tema natale di Peter Fonda

Riprendo oggi a scrivere, dopo una lunghissima pausa per motivi non dipendenti dalla mia volontà, con un post di argomento astrologico-biografico: l'analisi del tema natale di Peter Fonda nato proprio oggi, 70 anni fa.
Attore, regista e produttore statunitense, figlio di due genitori, entrambi attori, Henry Fonda e Frances Ford Seymour, fratello dell'attrice Jane Fonda, e padre a sua volta di Bridget e Justin Fonda (anch'essi attori).
In Italia ha recitato anche nella miniserie televisiva di produzione nostrana, "Gli indifferenti", diretta da Mauro Bolognini e tratta dal romanzo di Alberto Moravia, ma è sicuramente passato alla storia per il film "Easy Rider", vero e proprio manifesto della cultura alternativa degli anni '60.
Nasce il 23 febbraio 1940 a New York, attorno a mezzogiorno e pertanto è un Pesci ascendente Gemelli con il Sole al Medium Coeli e la Luna in Vergine in quarta casa, opposti tra loro, ad indicare la frattura tra i due genitori (effettivamente separatisi) ed un importante stellium di ben 5 pianeti in undicesima casa (la casa dello sradicamento anticonformistico per eccellenza).
Strano destino il suo, appartenente al dodicesimo segno zodiacale, i Pesci, che simboleggiano il drammatico tema del distacco dalla madre, dal momento che stagionalmente questo segno coincide proprio con l'ultima fase della vita sotterranea del seme, che sta finalmente completando la sua metamorfosi, germogliando dal grembo terrestre.
Peter infatti ad appena 10 anni è costretto a sperimentare precocemente su di sé questo trauma, rimanendo orfano, perché sua madre Frances, che era già in cura da tempo per problemi mentali (come vuole quel Nettuno in quarta casa opposto a Mercurio in decima), nel giorno del suo quarantaduesimo compleanno, si toglie la vita tagliandosi la gola con un rasoio.
Questo episodio della perdita della madre (la presenza della Luna in quarta indica proprio il peso enorme avuto dalla figura materna nella sua esistenza) ha segnato sicuramente la vita del piccolo Peter, che appena un anno dopo, rimane vittima a sua volta di un grave incidente, sparandosi accidentalmente (secondo la versione ufficiale) un proiettile nello stomaco, rimanendo in bilico tra la vita e la morte prima di salvarsi. Esperienza che lo spinse più tardi, nel 1965, a ripetere ossessivamente ai suoi amici Beatles, sotto l'effetto dell'LSD (le droghe e le dipendenze sono tipicamente pescine), di "sapere cosa significa essere morto" tanto che tale frase ("I know what it's like to be dead") verrà immortalata nella loro canzone, "She Said She Said", presente nell'album Revolver del 1966.

L'attore vive sin dai primi anni della sua vita in un'ambiente artistico, molto stimolante e poliedrico, che sicuramente favorisce e asseconda le sue attitudini anticonformistiche. Studia recitazione ad Omaha (Nebraska) dove frequenta l'University of Nebraska-Ohama e la Omaha Community Playhouse (il teatro dove hanno esordito attori quali Marlon Brando e lo stesso Henry Fonda) in cui calca le scene per la prima volta con la commedia "Harvey". Per poi trasferirsi nuovamente nella Big Apple, diventando apprendista al Cecilwood Theatre e debuttando infine a Broadway con "Blood, Sweat & Stanley Poole", grazie a cui inizia a farsi conoscere al grande pubblico.
Nel 1963, trasferitosi ad Hollywood, inizia la sua carriera nel mondo del cinema, interpretando un ruolo da co-protagonista in "Tammy and the Doctor".
Successivamente, grazie ad una sua trovata ironica e spiritosa (ascendente Gemelli), fa colpo sul regista Robert Rossen, che in realtà stava cercando un attore ebreo per la parte di Stephen Evshevsky nel suo "Lilith", ma che alla fine scrittura lui, che, per rendersi più simile ad un ebreo, ruba gli occhiali allo stesso regista (ebreo, appunto) e li indossa.
Pur interpretando altri due ruoli importanti ne "I vincitori" prima e in "Giovani amanti" poi, Peter non impersona il classico attore hollywoodiano, anzi preferisce rinunciare a diversi ruoli convenzionali, si fa crescere i capelli lunghi (all'epoca simbolo di contestazione) e abbraccia la filosofia hippy, alienandosi le simpatie della conformista industria cinematografica dell'epoca, tanto che il lavoro inizia a scarseggiare.
Alla fine del 1966 viene anche coinvolto in uno scontro tra manifestanti e polizia per la chiusura del club hippy Pandora's Box ed arrestato. Ma viene rilasciato subito dopo in quanto si scagionerà dicendo di trovarsi lì solo per filmare l'accaduto. Dello stesso anno è anche il primo ruolo che incarna la controcultura nascente, quello di Heavenly Blues, protagonista del film "I selvaggi" (titolo originale "The Wilde Angels"), che risulterà profetico e probabilmente di ispirazione per il successivo e più noto "Easy Rider" che lo immortalerà definitivamente nell'Olimpo dei divi di Hollywood.
In effetti quest'uomo incarna perfettamente la figura del contestatore sessantottino: di sicuro, con tutti i suoi valori undicesima casa, non poteva accettare l'etichetta di uomo tradizionalista, per bene ed affidabile che calzava a pennello a suo padre, a cui difatti vennero affidati quasi esclusivamente ruoli di spiccata integrità morale. No, lui impersonava molto meglio lo spirito contestatario e idealista di quegli anni, figli della beat generation, in cui si cercò di ribaltare, attraverso la cultura hippy (peace & love), il sistema capitalista, ipocrita e perbenista, guerrafondaio e razzista, che ancora oggi affligge il nostro mondo, dietro la spinta utopistica del mito di una fantomatica età dell'Aquario.
Ecco spiegato dunque il successo che gli arriva col personaggio di Wyatt, con cui è divenuto famoso, meglio noto col soprannome di Capitan America, nel road movie "Easy Rider" del 1969, la cui sceneggiatura ha scritto egli stesso (assieme a Dennis Hopper e Terry Southern) con tutta la rabbia che aveva in corpo, in sole quattro ore, una notte di fine settembre del 1967, come rivela in una sua recente intervista, con lo scopo di portare sullo schermo "qualcosa che scuotesse le gabbie, andasse contro il sistema. Non un film direttamente sulla guerra (erano gli anni della guerra in Vietnam), ma che interpretasse il disagio dell'epoca, la voglia di cambiare. Era un film sui giovani americani di allora, di fronte al razzismo, l'intolleranza, la chiusura mentale."
I Pesci, segno di nascita di Peter, così come i Gemelli (all'ascendente) sono entrambi segni nomadici e in questo film, il nostro esprime in chiave moderna questo bisogno atavico dell'uomo di viaggiare alla ricerca di se stesso, tipico di entrambi: viaggio fisico (sulla groppa delle motociclette "chopper") ma anche psichico (i richiami all'uso di alcool e droghe si susseguono per tutta la storia), comunque e sempre frutto di un disagio palpabile nei confronti di una società che va stretta e da cui si cerca inutilmente di fuggire.
Dopo il successo unanime di pubblico e di critica, inizia però un periodo di discesa nell'oblio: nel 1971 gira il western "Il ritorno di Harry Collings", un film ambizioso, ma senza una vera spina dorsale, che sebbene costituisca una interessante variazione sulle tematiche tipiche del western e della cultura americana, riceve una fredda accoglienza e contribuisce a renderlo poco desiderabile agli occhi degli Studios.
Peter però non si perde d'animo e continua comunque a lavorare anche se i film che seguirono non riuscirono mai ad eguagliare la stessa fama e successo dell'ormai mitico "Easy Rider", ricordiamo tra gli altri "Fuga da Hollywood" (1971), "Le mele marce" (1973), "Zozza Mary, pazzo Gary" (1974), "In corsa col diavolo" (1975), "Truck drivers" (1978), "La corsa più pazza d'America" (1981), "L'uomo delle grandi pianure" (1987), "Family Express" (1990) e molti altri.
Finché con "L'Oro di Ulisse" (1997), nonostante la ridotta distribuzione, torna nuovamente alla ribalta ottenendo la candidatura al Golden Globe.
Invecchiato e molto più consapevole, riscattandosi dai suoi soliti personaggi sempre in fuga, con quest'interpretazione di un apicultore silenzioso e malinconico, appare qui molto più simile ad uno dei ruoli interpretati dal padre, riconciliandosi post mortem proprio con quell'ingombrante figura paterna, con cui entrò spesso in polemica per il suo essere perennemente controcorrente e a cui rimprovera ancor oggi di essere stato troppo burbero e silenzioso.
Una delle sue caratteristiche fondamentali che lo contraddistinguono a tutt'oggi è lo spirito di indipendenza che lo spinge da sempre a seguire la sua voce interiore contro tutto e tutti e che spesso ne ridusse o pregiudicò il successo, ma che in compenso gli ha permesso di sentirsi sempre libero. Eppure questa sua sete di indipendenza (come ben testimoniano i suoi valori undicesima casa e il Sole piazzato al MC), che lo ha sempre spinto ad inseguire l'autonomia è probabilmente minata da una perenne insicurezza di fondo (la quadratura Marte-Plutone è pur sempre rivelatrice di ansie, angosce, frustrazioni e complessi di impotenza) che è stata la vera molla ad andare avanti, unita ad un'innegabile intelligenza (Mercurio opposto a Nettuno) e ad un dinamismo che lo obbliga a non restarsene mai con le mani in mano (Mercurio sestile a Urano e lo stesso asc. Gemelli), tanto che la sua più grande paura a 70 anni è proprio quella di rimanere invalido o di ritirarsi in pensione, spingendolo a dichiarare che la sua speranza è invece quella di arrivare ad 80 anni attivo ed efficiente come Clint Eastwood.
E bisogna dire che non gli mancano certo i progetti nel cassetto: dopo aver girato nel 2007 "Ghost Rider" ed il remake western dal titolo "Quel treno per Yuma" confessa in un'intervista dello scorso anno di voler realizzare una sorta di documentario ("Serching for America") in cui fotografare l'America di oggi per mezzo degli occhi di un easy rider. Ha inoltre in cantiere la sceneggiatura per un film sui pirati della Somalia ed il PC pieno zeppo di appunti, idee ed abbozzi per lavori futuri...Insomma l'ascendente Gemelli si fa sentire eccome, in questo spirito adolescenziale che lo rende un eterno curioso nei confronti della vita, mai pago del suo vissuto, ma anzi sempre pronto a risalire in moto per una nuova avventura, novello paladino del cinema indipendente.

giovedì 29 ottobre 2009

La piometra: un'emergenza frequente nelle femmine adulte intere

Per piometra si intende letteralmente un accumulo di pus in cavità uterina.
Si tratta di un'emergenza in quanto si realizza spesso in modo subdolo e quindi difficilmente individuabile da parte del proprietario e questo permette un progredire della situazione patologica, che si fa sempre più seria a causa dell'immissione in circolo delle tossine, batteriche e non, che provocano insulti anche gravi ad organi ed apparati vitali, come fegato e reni.
Questa affezione è strettamente legata al ciclo sessuale della cagna e della gatta, non più giovanissime (si realizza più frequentemente dai 6-7 anni di età in poi), indipendentemente da accoppiamenti o gravidanze, ovvero può interessare anche soggetti vergini, ma in genere compare durante il periodo del metaestro, ovvero nei due-tre mesi successivi all'estro (comunemente definito calore).
Tra le cause, oltre ovviamente al ruolo svolto degli ormoni progestinici (prodotti durante la fase luteinica o diestrale), che stimolano e assicurano un buon funzionamento delle ghiandole dell'endometrio e inibiscono l'attività del miometrio (la muscolatura dell'utero), favorendo la ritenzione del liquido endoluminale, ci sono anche cause iatrogene.
Infatti una delle principali concause è rappresentata dai trattamenti ormonali per sopprimere il ciclo estrale (ormai per fortuna sempre più rari, anche perché sconsigliati dalla maggior parte dei veterinari) o quelli per indurre l'aborto farmacologico (evenienza altresì da sconsigliare oltre che per i rischi correlati anche per l'elevato numero di insuccessi).
Infine altra concausa è data dalla colonizzazione batterica del lume uterino ad opera di ceppi patogeni (il batterio maggiormente implicato è Escherichia coli) che approfittano della ridotta motilità della muscolatura uterina e delle condizioni di stress (quasi sempre concomitanti), responsabili di uno stato di immunodepressione favorevole alla moltiplicazione dei batteri stessi.
I sintomi sono variabili in relazione alla diversità delle lesioni genitali ed extra-genitali che l'accompagnano, così come la sua evoluzione che può essere acuta o cronica.
In genere però il quadro sintomatologico dipende dal grado di apertura della cervice, dalla presenza o assenza di infezione batterica uterina, dalla durata dell'evoluzione dello stato patologico e dalla gravità delle lesioni extra-genitali (renali, epatiche e cardiache).
I sintomi di più frequente e costante riscontro sono: depressione del sensorio, anoressia, scoli vulvari (in genere maleodoranti), vomito, diarrea, polidipsia (aumento della sete) e poliuria (aumento dell'urinazione).
Il proprietario più attento riesce generalmente ad accorgersi da solo dell'anomala distensione addominale (dovuta all'aumento di volume dell'utero, per la sua sovradistensione da accumulo di materiale purulento), dell'edema vulvare e del leccamento incessante della regione vulvare da parte dell'animale.
Gli scoli vulvari (in caso di piometra cosiddetta aperta) sono costituiti da un pus giallo-verdastro o bruno, dall'odore nettamente fetido, vista la sepsi in atto.
Quando invece la cervice è completamente chiusa, l'accumulo di una grande quantità di pus nella cavità uterina si accompagna a gravissimi sintomi generali di intossicazione in atto.
Nella maggior parte dei casi di poliuria/polidipsia in una cagna o gatta che abbia superato i 6-7 anni di età si dovrebbe sempre sospettare, tra le diagnosi differenziali, una piometra.
Ricordo inoltre che nella maggioranza dei casi di piometra non si osserva nessun aumento di temperatura corporea e seppure dovesse essere presente ipertermia, in ogni caso, sarebbe comunque lieve e difficilmente la febbre supererebbe i 39°5'C.
Vediamo dunque quali sono i dati da prendere in considerazione per effettuare una diagnosi corretta di tale patologia.
Innanzitutto la palpazione dell'addome, che deve sempre essere fatta con delicatezza, per evitare accidentali rotture di un utero teso all'inverosimile, che da sola rivela un organo notevolmente aumentato sia di volume che di consistenza.
E poi, naturalmente le analisi del sangue: quasi sempre troveremo infatti un aumento del numero dei granulociti neutrofili, accompagnato dalla presenza di leucociti immaturi (leucocitosi compresa tra 20.000 e 200.000/μl) e a volte si può riscontrare altresì una lieve anemia (che però più spesso può venir mascherata dalla disidratazione).
A livello biochimico avremo invece un aumento da lieve ad imponente delle proteine totali, associata ad una diminuzione delle albumine.
Se lo stato di intossicazione ha iniziato a compromettere i reni si può osservare anche un aumento dei valori dell'azotemia (BUN), mentre all'esame delle urine si manifesta quasi sempre una netta proteinuria.
Lo striscio vaginale (anche in corso di piometre chiuse) rivelerà sempre la presenza di un cospicuo numero di granulociti neutrofili (con evidenti caratteri di tossicità) e di batteri.
In tutti i casi le analisi di sangue ed urine facilitano l'identificazione di un'eventuale patologia concomitante (diabete, nefrite, ecc.) la cui esistenza è importante da conoscere in anticipo per una corretta gestione della piometra stessa, oltre che per definire una prognosi più precisa, che in tali casi, ovviamente, tende ad essere sempre riservata.
La diagnosi di certezza e quindi definitiva però la dà senz'altro la diagnostica per immagini: un'ecografia addominale toglie ogni dubbio e consente anche di stabilire l'interessamento di uno e di entrambi i corni uterini, la quantità di materiale accumulato, e soprattutto le condizioni della parete uterina.
La terapia elettiva per risolvere questa situazione d'emergenza è prettamente chirurgica e prevede l'asportazione di utero ed ovaie (ovaristerectomia), in quanto un approccio unicamente medico è destinato al fallimento, portando a ricadute una volta interrotta la terapia, ma soprattutto determinando un rischio elevato per la vita dell'animale stesso, in quanto lo stato generale di quest'ultimo può ulteriormente peggiorare, pregiudicando l'intervento chirurgico.
La terapia medica va comunque instaurata in attesa e in preparazione della chirurgia.
Essa ha come obiettivi principali il mantenimento della funzionalità renale e dell'idratazione, il sostegno del circolo ematico, la prevenzione dello shock, la disintossicazione (fluidoterapia endovenosa, trasfusioni, farmaci disintossicanti e antishock), e l'eliminazione o quanto meno il contenimento dell'infezione batterica in atto (terapia antibiotica) oltre alla riduzione dei rischi connessi all'intervento stesso.
Da questo punto di vista ricordiamo che una grave complicazione della chirurgia in questione è rappresentata dalla rottura dell'utero con contaminazione della cavità addominale e conseguente peritonite.
Va infine citata la possibilità, per animali di alto valore riproduttivo, purché non siano in condizioni critiche, di ricorrere al tentativo di una terapia medica conservativa a base di prostaglandine (PGF2α), ma vanno citati altresì i rischi in questo caso di rottura dell'utero. Inoltre rimane alta la percentuale di recidive negli animali sottoposti a tale trattamento.