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giovedì 28 agosto 2008

Il Sole e le dodici proposte zodiacali

Continuando l'analisi degli elementi che costituiscono il tema natale secondo la traccia data da Lisa Morpurgo, oggi parlerò del Sole: in astrologia esso rappresenta il nucleo della personalità e quindi la posizione che occupa al momento della nascita di un individuo (che, ricordiamolo, coincide col segno di nascita) determina l'indice di comportamento basilare che sarà completato e modificato dalla posizione degli altri pianeti e dall'Ascendente.
In parole povere è la sintesi dell'Io, di quell'Io cosciente di se stesso e partecipe della vita circostante in forma attiva. Rivela la maggiore o minore possibilità di estrinsecazione dell'Io nell'attività, nella manifestazione di se stesso e la maggiore o minore vitalità fisica e morale. Rappresenta cioè una presa di posizione nei confronti della vita che dà la misura dell'individuo. Per capire i suoi significati simbolici dobbiamo rifarci al fatto che il Sole è una stella in quanto ha raggiunto una massa sufficiente per scatenare una reazione atomica sviluppando un'energia e dunque un calore enormi in un universo gelido. Tale calore ha consentito lo sviluppo della vita sul pianeta che si trovava alla distanza giusta per usufruirne, ossia la Terra.
Secondo la Morpurgo (e l'astrologia dialettica da lei fondata) è opinione che nella nostra memoria inconscia rimanga inciso il ricordo di quanto determinò la formazione di ogni singolo corpo celeste del nostro sistema planetario. Una teoria affascinante che propone legami tra micro e macrocosmo che vanno ben al di là della comprensione del nostro mondo occidentale, tutto orientato verso una visione parziale della realtà, ma che trovano riscontro in molte altre filosofie per lo più di stampo orientale, nonostante attualmente anche in occidente inizino a prendere piede teorie unificanti, che mirerebbero a leggere le varie conoscenze prospettate dalle diverse branche della scienza sotto forma di un unico messaggio integrato (la psicanalisi forse fu la prima tra le scienze ufficiali a proporre un abbozzo iniziale di tale concetto).
Ad ogni modo nel caso del Sole il rapporto tra la sua definizione astrofisica e la sua traduzione astrologico-comportamentale è chiarissimo. L'equazione vita = energia e vita = calore, regola il modo di pensare della maggioranza della popolazione terrestre, e giunge sino a manifestazioni semplicistiche e sotto gli occhi di tutti nella quotidianità, alcune favorite dalla recente facilità a viaggiare da una parte all'altra del globo, come la caccia al sole e alla calura in ogni stagione dell'anno, l'orrore del freddo e dell'inverno, nonché, in molti casi, l'orrore dell'oscurità come simbolo di morte.
Questa essenzialità del Sole è anche motivo e parte integrante della sua semplicità.
L'importanza di vivere difatti è un imperativo categorico che deve imprimersi in ogni essere umano nel modo più diretto e senza complesse sovrastrutture aggiuntive che rischierebbero di deturpare il messaggio fondamentale originario.

Le complessità simboliche tipiche dei pianeti sono dunque totalmente ignote al Sole, che in compenso acquista tutta una serie di variazioni schematiche legate alla sua presenza nei dodici segni zodiacali: esso infatti stabilendo il ritmo delle stagioni, tende ad assicurare le possibilità di vita in qualsiasi condizione.

Ecco perché risulta difficile parlare del Sole in sé, in quanto ad esempio, il Sole in Aquario detterà una struttura comportamentale che altera in buona misura il concetto generico di solarità, anzi in tal caso si tende a parlare addirittuta di antisolarità dell'Aquario.
Da qui scaturisce una considerazione importantissima: l'equazione vita = energia vale finché esiste il suo deterrente, ovvero quell'universo gelido che impedisce al calore solare di bruciare tutto indiscriminatamente.

Il ritmo delle stagioni, e la dialettica zodiacale che lo sorregge, ci ricordano che, per assicurare la conservazione e l'evoluzione della vita sul nostro pianeta, il Sole deve subire una serie ciclica di processi di adattamento entrando, per così dire, in simbiosi con i dodici segmenti zodiacali che occupa via via nel corso dell'anno.
Se da una parte è dunque legittimo dire che il Sole crea il segno, dall'altro si può benissimo dire che ogni segno crea un tipo di Sole particolare, e di conseguenza un particolare modo di vivere e di affrontare i problemi dell'esistenza.
Quando si interpreta un tema natale nel considerare i significati del Sole non bisognerebbe mai dimenticare queste sue capacità camaleontiche, fermo restando che l'essenziale funzione energetica e vitale della nostra stella riesce a manifestarsi anche sotto la scorza dei segni più saturniani (Aquario, Bilancia e Capricorno).
Tutto sta nello scoprire quali strumenti utilizzerà e quali ostacoli incontrerà tale funzione per manifestarsi.

Il carattere semplice o addirittura semplicistico del Sole si carica così di complicazioni che richiedono a volte virtuosismi interpretativi.
Consideriamo ora, per vederci più chiaro, le due sedi principale del Sole: il domicilio-Leone e l'esaltazione-Ariete. Nello schema ideale della domificazione entrambi i segni si troverebbero sotto la linea dell'orizzonte, ossia in quel settore che propone all'uomo di accettare, ricalcando uno schema fisso, e prolungare ciò che ha trovato attorno a sé al momento della nascita.
"Io vivo!" dice il Sole in Ariete-Casa prima, "Io mi riproduco!" dice il Sole in Leone-Casa quinta.
Entrambi i segni (e le Case corrispondenti) sono, ancor più che vitali, vitalistici.

Per le persone vitalistiche bruciare energie, in qualsiasi modo, diventa imperativo: esse non fanno distinzione tra la quantità delle loro azioni e la qualità di quanto realizzano, perché è solo la quantità che conta. Vivono dunque dalla mattina alla sera, e spesso dalla sera alla mattina, in una serie di piccole esplosioni atomiche a livello individuale, che le gratificano in modo profondo.
Sulla base di questa tendenza comune, Leone e Ariete presentano alcune differenze molto importanti, stabilite dalle associazioni planetarie.

Il Sole-Leone ci dice che con l'inizio della vita inizia il conteggio del tempo che all'origine è lentissimo. Di questo Tempo il Sole-Leone si sente padrone e dominatore assoluto e ciò si traduce in uno sfolgorante immobilismo.
Assorto nella contemplazione della propria magnificenza, non avverte necessità di evoluzioni e mutamenti (proposti invece dall'opposto Nettuno-Aquario) e nemmeno il desiderio di provvedere alla propria durata (suggerito dall''opposto Saturno).
In questa sua sede domiciliare naturale l'assenza di pianeti sessuali e l'opposizione ad un segno neutro come l'Aquario fa si che il Sole si presenti quale fonte di vita indifferentemente per entrambi i sessi.
In Ariete, dove si trova affiancato da Marte e Plutone, indispensabili per scatenare la sessualità riproduttiva maschile e quindi il contatto col partner, è invece costretto a visualizzare la femminilità dell'opposta Bilancia con cui accoppiarsi e automaticamente prende coscienza di una struttura differenziata e differente. Insomma non è più l'Uno unico, meravigliosamente compatto e autosufficiente (il mito censorio dell'Uno, origine di tutte le cose, viene proprio da qui, mentre ormai la teoria della relatività ci ha insegnato che l'uno non esiste neppure, se non c'è un due); ma è la metà di un tutto. Il Sole-Ariete è dunque più complesso del Sole-Leone e perde gran parte della sua sicurezza compensandola con l'aggressività.
Non riesce più a dire "Io sono il migliore!" e ciò lo induce a cercare a tutti i costi un primato ottenuto trionfando aggressivamente sugli altri, il che è quasi sempre segno di insicurezza anziché di forza.
Per quanto riguarda l'applicazione di questi due dictat ("Io sono il migliore" e "Io sono il primo") alle altre dieci realtà zodiacali, diciamo che essi rimangono fondamentalmente gli stessi per tutti i segni, proprio perché il messaggio condizionante volto ad imporci di vivere e di riprodurci non può mai spegnersi, pena l'estinzione della specie.
La cosa importante nell'interpretazione di un tema è di identificare quali accorgimenti usi un Sole, poniamo in Cancro o in Pesci, per essere vitale senza essere vitalistico, o per conquistare un primato senza ricorrere all'aggressività.
In altre parole come si tradurrà la voglia di vivere di un determinato individuo? Quali strade imboccherà per manifestarsi? Quale importanza darà a se stesso?
E' proprio dall'esame del Sole in un tema di nascita che possiamo ricavare una diagnosi di come l'individuo affronta e risolve o meno i suoi problemi di identità.
La seconda pulsione solare ("Io sono vivo perché mi riproduco") può risultare attenuata da alcuni segni natali e soprattutto da alcune Case, quali per esempio l'undicesima o la dodicesima, nonché dalla presenza di pianeti antileonini, quali Saturno e Nettuno, in Casa prima o in Casa quinta.
La Logica/Saturno e la Metamorfosi/Nettuno infatti in tali casi incrinano il bisogno di prolungare la propria immagine nella riproduzione di se stessi.
Per inciso va ricordato che tale bisogno suggerisce la lotta imbecille, ma intramontabile che si scatena attorno alla culla di un neonato tra le famiglie di entrambi i genitori per decidere a chi assomigli il poverino. L'idea nemmeno tanto inconscia di aver riprodotto noi stessi nella nostra discendenza diretta e viceversa, quasi fosse una garanzia di poter così conquistare l'eternità, sembra proprio un deterrente alla paura del Tempo che accelera, accorciando in tal modo la vita del singolo.
Non dobbiamo dimenticare altresì che il Sole rappresenta poi anche la vita in senso letterale del termine, al punto che la sua simbologia si identifica con l'organo il cui funzionamento (sino all'invenzione dell'elettroencefalogramma) fu ritenuto baluardo contro la morte, ossia il cuore.
Così alcune posizioni del Sole e alcuni suoi aspetti con altri pianeti, possono determinare nel soggetto una scarsa voglia di vivere in generale, manifestandosi soprattutto in concomitanza di transiti problematici.

Ciò vale sia per i soggetti femminili che per i soggetti maschili, con ovvie differenze di comportamento.
Una donna Cancro tendenzialmente vedrà nell'uomo il protettore che la difende, mentre l'uomo Cancro,
lunarizzato in partenza, inverte i ruoli e, salvo particolari valori marziani nel tema, preferisce essere protetto anziché protettore.
I segni nettamente solari pongono invece problematiche più sottili ai soggetti femminili, poiché una donna Ariete, ad esempio, pur avendo impresso nella mente un ideale di uomo molto convenzionale (sportivo, battagliero, aggressivo), dopo averlo conquistato, vorrà dominarlo a sua volta!

sabato 9 agosto 2008

Il tipo plutonico

Nonostante le ultime scoperte astronomiche sembrino voler ridurre Plutone ad uno pseudopianeta o pianetino, in linea con l'atteggiamento di molti astrologi, che appena scoperto, lo relegarono al ruolo di annunciatore di sciagure, in realtà questo pianeta ha un ruolo importantissimo, perché rappresenta in astrologia il potenziale creativo di ciascuno di noi, ovvero la nostra capacità di esprimerci "producendo" qualcosa di personale ed originale.
Come accade al solito c'è una sola delle tre sedi che gli competono, che pare attirare su di sé la maggiore attenzione, monopolizzando delle caratteristiche che invece andrebbero diversificate, ed è ovviamente quella scorpionica.
Infatti lo Scorpione, allo stesso modo di Plutone, è spesso considerato di per sé malefico e diabolico. Cerchiamo di ridimensionare le cose accostandoci un po' di più alla realtà, e cominciamo con un proverbio, spesso rivelatore di antica saggezza: il diavolo non è sempre come lo si dipinge. Ossia ciascuno di noi ha la tendenza a considerare "diaboliche" delle manifestazioni che semplicemente non si accordano con le idee correnti.
Freud racconta che quando scoprì, grazie ai sogni dei suoi pazienti, quanto fosse stato frequente nei bambini il desiderio di sopprimere i fratellini o uno dei genitori, ne rimase sconvolto e esitò parecchio prima di esprimere per iscritto queste sue constatazioni.
E' passato un secolo e ormai nessuno si scandalizza più di fronte a certe manifestazioni infantili di gelosia e possessività.
Questo esempio serve a chiarire come il plutoniano scorpionico sia naturalmente (e direi quasi geneticamente) conscio del fatto che il nostro mondo non è così idilliaco come vorremmo che fosse. Ha una capacità straordinaria, e indubbiamente scomoda per il prossimo, di cogliere il lato segreto di certi comportamenti altrui. E poiché la provocazione è uno dei massimi piaceri della sua vita, si diverte a dire al commendatore evasore di tasse che l'orfanotrofio da lui fondato con la benedizione del vescovo è soltanto un espediente per salvare la faccia, e per apparire probo quando invece in realtà è molto poco etico.
Accade però che il plutoniano scorpionico spinga il gioco in territori che con l'etica hanno ben pochi legami e che consentono una scintillante manifestazione di umorismo nel migliore dei casi, e una sconcertante manifestazione di sadismo nel peggiore. Intendiamoci, la parola sadismo non evochi immagini di torture, perché non occorre giungere a tali estremi per rendersi colpevoli di tale colpa.
E' un tantino sadica, infatti, la persona incapace di resistere alla tentazione di rivelare all'amica che suo marito, ogni giovedì sera, anziché partecipare ad un consiglio di amministrazione, si reca nell'appartamento di una compiacente segretaria. Rivelazioni simili, lo sappiamo, vengono fatte dai tipi più diversi e per diverse ragioni, ma nel caso dei plutoniani scorpionici il movente non è la gelosia o l'invidia, bensì il gusto dell'intrigo e la gioia di scatenare storie complicate.
Vi è insomma in questi personaggi qualcosa di machiavellico, accompagnato spesso da una grande lucidità nel giudicare le situazioni. Aggiungiamo però che, abilissimi nello scoprire i segreti altrui, essi lo sono altrettanto nel celare i propri, di segreti, al punto di recitare a volte la parte dei finti tonti.
Al di là della facile obiezione di molti che a questo punto forse penseranno che di questi tipi se ne farebbe volentieri a meno, invece bisogna riconoscere che, come tutto ciò che ci propone lo Zodiaco, anch'essi hanno la loro utilità che è appunto quella di smascherare le ipocrisie, di mettere a nudo certe debolezze e di stabilire un'alternativa di intelligenza provocatoria da opporre alla passività delle convenzioni e all'ipocrisia del perbenismo.
Senza tali stimoli, il mondo e l'umanità non potrebbero progredire.
Il tipo plutoniano arietino è forse quello più elusivo e difficile da identificare, soprattutto se si pretende di prendere a modello il cliché "satanico"; ma in realtà è quello più comune e diffuso proprio perché nell'Ariete la forza creativa di Plutone appare quasi interamente assorbita dal Sole e si mette quindi interamente al servizio dell'Io, in maniera spesso infantile.
I plutoniani arietini sono dei grandi egopatici, smaniosi di affermazione e smaniosi di sentirsi lodare da tutti per quello che sono e per quello che fanno.
La frase che viene ripetuta maggiormente da questi tipi è : "Vedi come sono bravo io?", e a starli a sentire sembra che abbiano reinventato l'acqua calda e la ruota.
In queste manifestazioni c'è una buona dose di ingenuità e un grande bisogno di rassicurazione, tutt'e due tipici del primo segno zodiacale. Inoltre si badi che nel caso del plutoniano arietino, ancor più che negli altri, il comportamento egopatico si esprime con maggior violenza se il pianeta appare leso nel tema natale, o occupa Case a lui poco congeniali, come l'undicesima e soprattutto la sesta.
La terza posizione di Plutone -esaltazione in Gemelli- suggerisce di nuovo atteggiamenti egopatici, ma con sfumature diverse e un po' meno rozze. In questo segno infatti la simbologia plutonica che si mette maggiormente in evidenza è quella di teatro.
Il plutoniano gemellare è quasi sempre un attore nato, non necessariamente sulla scena di un palcoscenico, poiché gli basta la famiglia o un gruppo di amici per illudersi di avere un pubblico, davanti al quale si esibisce con la speranza di applausi; e spesso li ottiene poiché è istintivamente brillante e spiritoso.
Assomiglia molto al suo cugino scorpionico (infatti in questi segni Plutone è associato a Mercurio) e il comportamento di entrambi presenta sottili analogie: l'uno vuole occultare la verità con l'intrigo o l'abile menzogna, l'altro si limita a travestire la realtà con la fantasia e la finzione teatrale.
In tutti e due i casi realtà e verità, capisaldi della tradizione conservatrice, vengono messi in discussione e ciò si adatta perfettamente alla funzione essenziale di Plutone: creare qualcosa di nuovo. Depositario del seme fecondatore, questo pianeta non può limitarsi a riprodurre il passato, ma si proietta verso l'avvenire.
Ecco perché la sua influenza generazionale è così importante, e le sue prolungate soste in ogni segno zodiacale (in media dai 15 ai 30 anni) danno particolari caratteristiche a milioni di individui. Ovviamente ciò non esclude anche le influenze individuali, anzi, ma è indubbio che queste influenze si manifestano in ciascuno di noi secondo certe modalità suggerite in buona parte dal segno occupato da Plutone al momento della nostra nascita.
Ora vediamo come individuare astrologicamente queste ultime tre tipologie planetarie.
Sarà un plutoniano arietino chi possiede nel proprio tema natale Plutone in prima Casa o all'Ascendente, oppure un Plutone in forti rapporti col Sole e accompagnato da prevalenti valori Ariete.
I plutoniani gemellari saranno tutti coloro che sono nati col pianeta nel segno (tra il 1882 e il 1913), una generazione incredibilmente giovanilissima e intellettualemente viva, molto critica nei confronti degli schemi etici e ideologici precendenti. Ma sarà tendenzialmente un plutoniano Gemelli, anche chi ha forti valori nel segno, accompagnati da un Plutone ben stimolato, preferibilmente in Casa terza o in rapporti con Mercurio.
Infine si parlerà di plutoniani scorpionici per tutti i nati con Plutone nel segno (tra il 1984 e il 1995), e inoltre per chi ha forti valori Scorpione appoggiati da un Plutone molto sollecitato nel tema, preferibilmente in Casa ottava o in rapporto con Mercurio e con Marte.

domenica 4 maggio 2008

Il tipo marziano

Il tipo marziano è molto diffuso, ma anche ben mimetizzato, in ogni caso si può riassumere bene nell'affermazione: "Io credo nella forza".
Questo tipo è abbastanza semplice, nel senso che non presenta sottigliezze interpretative: per forza egli allude soprattutto, consciamente o inconsciamente, alla forza bruta, quella muscolare pura e semplice, con i suoi derivati (guerra, violenza, sopraffazione, aggressività, prepotenza, litigiosità, impulsività ed irruenza) ed i suoi surrogati (l'automobile, la moto, le armi, il culturismo e gli sport più competitivi o violenti in genere, quelli dove prevale il confronto fisico tra i due avversari).

Da ciò si deduce che la predominante simbologia di Marte è quella fallica, e in tal senso è l'esatto opposto di Venere: infatti le gratificazioni di Marte nascono sempre da una forma di violenza esercitata sia contro gli altri, sia contro se stessi.

Poiché la nostra civiltà e, ahimè, anche buona parte della nostra cultura è impregnata di questi valori di natura patriarcale, come la sopraffazione del più debole e il diritto del più forte, si commette spesso e facilmente l'errore di attribuire a questo tipo planetario, qualità che in realtà sono soltanto modi di comportarsi.

Ma vediamo più da vicino le 3 sedi che ci permettono di valutare meglio questo tipo planetario: Ariete, Scorpione (sedi dei due domicili, primario e base) e Capricorno (sede dell'esaltazione).
Il marziano arietino, proprio come il mercuriale Gemelli, è quello che colpisce di più l'osservatore; ma, a differenza del mercuriale, merita davvero una posizione privilegiata, in quanto il primo segno dello Zodiaco tende a dare una direzione determinante a tutto il comportamento umano patriarcale, ossia quello che ancor oggi ci affligge e ci caratterizza.

I razzi e i missili di cui tanto di parla non sono altro che enormi idoli fallici attraverso i quali Marte recupera tutta la sua simbologia primitiva: dio della guerra e dio della potenza virile.
Ovviamente non tutti gli Ariete sono costruttori di missili come lo è stato uno dei massimi esponenti della missilistica (Wernher Von Braun) e spesso si accontentano di surrogati più innocenti:

la passione per l'automobile, se possibile da corsa e rigorosamente rossa, la passione per gli sports competitivi tra due squadre, dove ci sia un avversario da sconfiggere tra grandi urla di gioia e sventolamento di bandiere, fra cui il più emblematico è senz'altro il calcio, che associa alla lotta tra i Nostri e i Nemici, lo stupro della porta-vagina.

Tutto ciò rivela ovviamente lati infantili e difatti il marziano arietino in fondo un po' primordiale lo è: stiamo parlando di una creatura semplice, spesso ingenua, che non ama riflettere e si affida soprattutto a manifestazioni esteriori di esuberanza.
Il suo modo di essere cordiale è stritolarvi la mano in una gran stretta o indolenzirvi la schiena con una gran pacca sulla spalla.
Il suo modo di essere socievole è invadere casa vostra come un turbine creando una confusione indescrivibile (e infatti i Cancro hanno il terrore di questo tipo di ospiti).

Se riescono a sfogare senza inciampi la loro eccezionale dose di energia sono fondamentalmente simpatici e anche bonaccioni.
Se invece si sentono frustrati, ripiegano sull'aggressività, sull'inconsulta violenza, come quei tifosi che accoltellano i sostenitori della squadra avversaria. Oppure riescono a controllarsi, ma trovano il modo di scaricare la tensione nervosa e muscolare spaccando, volontariamente o involontariamente, una grande quantità di oggetti.

E' loro ferma convinzione che gli ostacoli non debbano mai essere aggirati, ma invece abbattuti.
E che, partendo a testa bassa e di gran carriera, si possa arrivare dove si vuole.
A volte ci riescono, a volte no, e in questo caso restano ingenuamente tramortiti dallo stupore che ne consegue, pronti a rialzarsi e ricominciare senza però modificare affatto la loro tattica.
In tal senso la loro testardaggine è spesso un ottimo surrogato, destinato a supplire un'inesistente tenacia.
Chi sono i marziani arietini? Prima di tutto, una buona percentuale di chi abbia il Sole o l'Ascendente in Ariete; una percentuale ancora più alta di chi abbia Marte in Ariete o in casa I°; e, in generale, chi abbia nel proprio tema natale un Marte molto forte, in rapporto con il Sole, specie se in segni di Fuoco.

Il secondo domicilio di Marte è lo Scorpione, e qui il pianeta si trova accanto alla sottile ed intelligente esaltazione di Mercurio, anziché a quella esplosiva ed energetica del Sole.
Ne deriva una versione più elaborata della marzianità, con una riduzione notevole dell'ingenuità e della semplicità che caratterizzavano l'Ariete.
Il marziano scorpionico non è violento per istinto, ma lo è per calcolo; all'aggressività brutale preferisce di gran lunga il sapiente esercizio del sadismo e della crudeltà programmata, offrendo alla violenza uno scopo preciso e una gratificazione mentale, sconosciute all'Ariete.
Anziché roteare una clava alla cieca, per intenderci, preferisce di gran lunga scagliare frecce avvelenate e, così facendo, colpisce molto più spesso il bersaglio.

E' proprio il caso di dire che, come accade con l'animale da cui il segno trae il suo nome, non bisogna mai schiacciargli la coda.
La vendetta infatti è uno dei piaceri della sua vita e può meditarla per mesi o anni, assaporandone ogni dettaglio.
In questi periodi di attesa può apparire anche angelico, suggerendo l'illusione che abbia dimenticato l'offesa; ma non lasciatevi mai trarre in inganno, poiché lo slogan preferito dallo Scorpione è "Io nascondo".
Predilige dunque tramare nell'ombra, in segreto, anziché uscire allo scoperto.
L'intrigo e la macchinazione elaborata sostituiscono qui la brutalità primaria di un assalto, e il gusto della sofferenza altrui sostituisce il gusto dell'altrui morte.
Chiaramente non dimentichiamoci che questa tipologia prevede anche espressioni apparentemente meno pericolose e forme più larvate o semi-innocenti, quali il pettegolezzo, la battuta maligna o la menzogna tesa a sollevare un vespaio.

La sua violenza si traduce quindi in crudeltà, dal momento che si affida più all'ingegno che al muscolo, anche se il marziano scorpionico indubbiamente violento lo è ed esplode, seppure raramente, in collere brevissime e micidiali.
A conti fatti è senz'altro meglio vederselo davanti così, in un furore evidente e scoperto, anziché cogliere nel suo nero sguardo un silenzioso proposito di rivincita.
Chi sono i marziani scorpionici? Al solito chi abbia il Sole o l'Ascendente in Scorpione; o Marte in Scorpione; o Marte in casa ottava; o Marte in buoni rapporti con Mercurio.

Eccoci giunti al terzo ed ultimo tipo di marziano: il marziano capricornico, forse anche il tipo che presenta caratteristiche più anomale, almeno rispetto alla versione corrente che è quella legata all'Ariete.
Nel Capricorno Marte ha la sua sede di esaltazione e si trova, di nuovo, accanto ad un pianeta intelligente come Saturno. Ma anche ad un pianeta pratico ed opportunista come Urano.
Il risultato è, a seconda dei punti di vista, ottimo o deleterio.

Il punto di vista ottimo è, ovviamente, quello del marziano capricornico stesso, che riesce di solito a cavarsela molto bene; il punto di vista deleterio è spesso quello di chi gli vive accanto.
Il Marte-Capricorno non è, in linea di massima, impulsivo o scriteriato come nella sua sede arietina, e nemmeno sadico e macchinoso, come nella sua sede scorpionica; ma è freddo, lucido e spietato.
In esso infatti l'impulsività è assente, perché le energie sono sempre attentamente dosate e la crudeltà è ritenuta superflua, qualora non sia dettata da razionali considerazioni utilitaristiche.

Bisogna tener presente che stiamo parlando di un segno, la cui stagione che gli corrisponde è il cuore dell'inverno, dove la sopravvivenza è legata alla necessaria e implacabile difesa di se stessi.
Per quanto poco lusinghiero sia il quadro offerto dalla simbologia marziana, la sua funzione vitale dunque appare qui importantissima, perché consente di preservare, anche nelle situazioni più difficili, la capacità di difendersi dai pericoli e dalle insidie.
L'istinto che fa scattare fulmineamente i nostri riflessi nell'attimo esatto da cui può dipendere la nostra esistenza è dettato da Marte, e il marziano capricornico tende a ragionare sempre secondo questi criteri, anche quando l'apparenza delle circostanze lo indurrebbe ad un maggiore ottimismo.

Nelle debolezze altrui non vede un buon argomento per impietosirsi, ma casomai un'eccellente opportunità per emergere.
E così le altrui sofferenze non gli suggeriscono alcun godimento, a meno che non siano un chiaro segno di debolezza, di cui il marziano capricornico è sempre pronto ad approfittare.
Definirlo crudele però sarebbe errato.
Diciamo piuttosto che la sua natura gli impone di essere implacabile e di approfittare razionalmente delle circostanze, incurante di inutili considerazioni moralistiche.
La sua violenza segue la linea della logica e non cede né alla tentazione arietina dell'esibizionismo, né a quella scorpionica della macchinazione.

In un certo senso potete fidarvi di lui perché l'impulsività gli è ignota e considera la vendetta un inutile spreco di energie. Quando vuol colpire, lo fa subito, lealmente e senza mezzi termini: non si nasconde dietro la cortina fumogena della menzogna.
Questo tipo di marzianità purtroppo è quello più spesso frustrabile, qualora il tema natale non gli offra appoggi sufficienti.
Può essere marziano capricornico chi ha il Sole o l'Ascendente in Capricorno; o Marte in Capricorno; o Marte in stretti rapporti con Saturno e Urano; o Marte in decima casa, ma se viene contemporaneamente a trovarsi in Ariete o Scorpione, introduce un elemento di instabilità e di insaziabilità, che contraddice in parte il quadro della violenza razionale tipica del decimo segno.

Se leggendo questa tipologia planetaria siete rimasti sconcertati dalle descrizioni riportate, dovete pensare che le influenze di Marte hanno una funzione importantissima nella conservazione della vita sia della specie che dell'individuo.
Chi non sia pronto a scatti di violenza, difensiva od offensiva, rischia infatti di diventare vittima delle circostanze o degli altri.
Purtroppo, come sempre, le suggestioni astrali possono tendere all'eccesso, e gli eccessi di Marte sono particolarmente pericolosi.
L'astrologia può però insegnarci a identificarli e a controllarli.