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sabato 1 novembre 2008

La proposta di Federfauna contro l'importazione illegale di cuccioli

Nel giorno di Ognissanti ho deciso di trattare un argomento un po' spinoso e complesso, d'altronde già trattato parzialmente in un mio precedente post, ovvero quello del commercio illegale dei cuccioli di razza che purtroppo ancora non è stato sufficientemente preso sul serio, dato che continua ad essere in costante e progressiva espansione nonostante l'aria di crisi generale...
A tal proposito è di qualche giorno fa una proposta di Federfauna per contrastare la pratica dell'introduzione irregolare di animali da compagnia a fini commerciali.
Una pratica in aumento - secondo l'organizzazione- anche a causa di "ostacoli obiettivamente non necessari alle forme legali di introduzione, con la tragica conseguenza di lasciare ancora più spazio d'azione agli illegali".
In sostanza la legge, oltre a fissare dei limiti, dovrebbe anche dare certezze e per combattere il mercato nero è necessario semplificare quello legale.
Federfauna, la confederazione delle associazioni degli allevatori, commercianti e detentori di animali, ha scritto al Sottosegretario Martini una nota propositiva, indirizzata per conoscenza anche all'ANMVI e alla LAV.

Il Segretario Generale di Federfauna, Massimiliano Filippi, scrive che "se non si cercherà di uniformare il più possibile le caratteristiche richieste per i cuccioli introdotti da altri Paesi comunitari a quelle richieste per i cuccioli nati in Italia, sarà sempre maggiore il ricorso, da parte di commercianti impossibilitati ad approvvigionarsi tramite i canali regolari, ad animali introdotti irregolarmente e messi sul mercato come italiani perché questi, una volta passata la frontiera, non richiedono vincoli, non richiedono titolazione per rabbia, anzi nemmeno la vaccinazione e possono essere ceduti a due mesi anziché quasi a quattro".
A quanto detto Federfauna aggiunge che "la produzione italiana non è sufficiente per sopperire alla richiesta di mercato" e che "chi vuole un cucciolo di razza non si adatterà mai ad adottare un adulto meticcio proveniente da un canile".
La proposta è dunque la seguente: rispettare il Regolamento 998/2003 esattamente come è scritto, il che vuol dire cuccioli introducibili a tre mesi (non tre mesi e 21 giorni), microchip, passaporto, una vaccinazione antirabbica (non una più un richiamo) effettuata 21 giorni prima della movimentazione e, solo nei casi di effettivo rischio, la titolazione anticorpale e, comunque mai a destinazione.
Per completare il tutto, a vantaggio anche di chi effettua i controlli, prevedere dei parametri certi e non interpretabili per determinare l'età dei cuccioli ad esempio, come è già stato fatto in Francia, stabilire il peso minimo per ciascuna razza al di sotto del quale gli animali non possono essere commercializzati o, più semplicemente, rendere ufficiale il parametro del "primo premolare" che, a seconda che sia o meno spuntato, offre la possibilità oggettiva di verificare se il cucciolo sia più vicino ai tre mesi o a 1,5 mesi.
Se quest'ultimo criterio - conclude Filippi- venisse poi applicato a tutti i cani, nazionali compresi, ne gioverebbero tutti, anche gli animali stessi."
Mi perdoni il signor Massimiliano Filippi, ma a me dà tanto l'impressione del classico lupo travestito da agnello.
Si perché, sebbene sotto certi punti di vista la proposta sembrerebbe ottima e animata dalle migliori intenzioni, non va dimenticato però, a mio giudizio, lo spirito che sta alla base di tutto ciò e che stride maggiormente con tutto questo bel parlare e cioè che si consideri normale il commercio di esseri viventi, il che determina ovviamente tutto ciò che ne consegue, comprese le situazioni aberranti per cui dei poveri cuccioli vengono trattati come merce,
strappati dalla madre e dai fratellini in età esageratamente precoce (ovvero anche prima che abbiano ultimato lo svezzamento), stipati come sardine al buio, senza acqua né cibo oltre che in condizioni precarie dal punto di vista igienico-sanitario e trasportati a distanze anche notevoli, pur di portare a termine un buon affare, che è poi quel che davvero interessa ad ogni commerciante!
E' bene sapere infatti che un certo numero di allevatori, pur esponendo il simbolo di riconoscimento ENCI, sono soliti importare cuccioli dall'est, acquistarli all'ingrosso o addirittura da privati tramite annunci "compro e vendo cuccioli di qualsiasi razza" in Italia e all'estero.
Diffidate pertanto da qualsiasi allevatore che possa procurarvi cani di ogni razza su richiesta e in ogni momento!
E' infine necessario sapere che purtroppo non esistono negozi "seri", anche se ben pubblicizzati, anche se segnalati da veterinari (spesso complici): i cuccioli venduti nei negozi infatti, tralasciando gli aspetti etici, sono spesso delle vere e proprie frodi in commercio, passibili di denuncia alla Guardia di Finanza, dal momento che è frequente che il tanto sbandierato pedigree di cui vantano il possesso, ma la cui consegna guarda caso è sempre procrastinata con varie scuse a data da destinarsi, in realtà poi non venga mai consegnato, oppure risulti addirittura falsificato.
Sono molti difatti i negozi che contattano allevatori chiedendo di acquistare pedigree fino a trovarne di compiacenti che assecondino la loro richiesta...
Senza contare poi i libretti sanitari redatti in serie senza nome, né data di nascita o numero di microchip, con apposta magari la sola etichetta del primo vaccino (di solito effettuato prima del compimento del secondo mese d'età) per far salire il valore economico del cucciolo in vendita!
Insomma questo mondo dei cani di razza è spesso disseminato di situazioni poco lecite se non proprio illegali e attira di frequente personaggi poco onesti e senza scrupolo, pronti a far affari d'oro sulla pelle di cuccioli indifesi, la cui unica colpa è quella di appartenere magari alla razza di moda, perché lanciata dall'ultimo film o cartone di turno.
So che scrivendo queste cose probabilmente mi attirerò l'antipatia e il dissenso di molti, ma per concludere dirò che dovremmo farci tutti un bell'esame di coscienza e scoraggiare questo vergognoso commercio semplicemente smettendo di comprare cani di razza da negozi e allevatori senza scrupoli.
Se proprio desideriamo un cane, rivolgiamoci invece a canili e associazioni che pullulano di creature bisognose di affetto e di cure proprio perché guarda caso abbandonati magari da quelle persone che li avevano presi da cuccioli per farne un regalo di Natale o di compleanno al proprio figlio o alla propria ragazza, senza considerare che quello che stavano regalando era un altro essere vivente con tutto il carico di responsabilità ed impegno correlati.
Insomma cerchiamo di essere meno superficiali quando decidiamo di prenderci cura di un'altra vita e prima di farlo chiediamoci se siamo realmente in grado di farlo sia dal punto di vista economico che in termini di disponibilità di tempo e di energie: forse così ci saranno meno cani in giro, ma di sicuro quelli che vedremo saranno più sani da tutti i punti di vista e soprattutto più felici e rispettati!

martedì 8 aprile 2008

Guida alla scelta responsabile di un animale da compagnia (terza parte)

La scelta ponderata

Tutti i parametri precedentemente considerati permettono di definire un quadro generale che andrà rispettato. Dobbiamo ora scegliere tra gli animali da compagnia disponibili, quello che meglio potrà adeguarsi alle condizioni di vita che il futuro proprietario sarà in grado di offrirgli.
Un altro elemento essenziale è da prendere in considerazione: che tipo di relazione fisica e/o affettiva si ricerca con questo nuovo compagno nel totale rispetto dei suoi bisogni etologici?
Per aiutare il futuro proprietario ad orientarsi nella ricerca, si dovranno valutare alcune caratteristiche in funzione della specie e della razza ed affrontare le problematiche che riguardano il luogo e le condizioni dell’acquisto.

a) la scelta della specie e della razza
Anche se si pensa di aver già deciso per una determinata specie, non bisogna esitare a rimettere in discussione la scelta.

  • Il cane
    Si tratta di un animale sociale come l’uomo che si integra perfettamente nella famiglia. E’ una sua caratteristica la possibilità di creare una relazione completa: affettiva, fisica e sociale. Di contro il suo carattere sociale richiede una precisa educazione nel rispetto delle regole della comunicazione canina. E’ necessario stabilire con lui un forte attaccamento, poi effettuare un distacco e stabilire una precisa gerarchia, sgombrando la mente dalle idee preconcette. I consigli di un Medico Veterinario esperto in comportamento saranno determinanti per la riuscita dell’educazione del nostro cane.
    Per la scelta della razza, a parte la considerazione ovvia che a seconda delle dimensioni lo spazio richiesto cambia, bisogna convincersi che avrà soltanto un effetto marginale sul futuro comportamento del cane che sarà determinato unicamente dalla qualità della sua educazione.
    Solo tutti i parametri precedentemente considerati devono orientare la scelta.
  • Il gatto
    La sua leggendaria indipendenza può essere considerata un pregio supplementare poiché, essendo molto attaccato al suo territorio, sarà possibile assentarsi anche a lungo senza turbarlo. Di contro, la relazione affettiva con un gatto non è “naturale”. Deve essere coltivata. Lo sviluppo comportamentale del gatto, essendo molto rapido, ha enorme influenza sul suo carattere. Allo stesso tempo, il parametro “tipo di abitazione” è fondamentale dato che il gatto si struttura proprio in funzione del suo attaccamento al territorio che suddivide in campi territoriali (il che prevede un certo spazio disponibile).
    Come per il cane, la razza ha generalmente poca influenza sul suo comportamento futuro: la scelta sarà effettuata in relazione ai parametri precedentemente considerati e alle esigenze estetiche del proprietario.
  • I roditori
    Richiedono poco impegno e possono instaurare una relazione affettiva, specialmente con i bambini. Il loro ruolo può essere educativo responsabilizzando il giovane proprietario in piena sicurezza degli animali. Purtroppo la vita dei roditori, in generale molto breve, può costituire una limitazione a questa scelta. E’ possibile creare una forte relazione con un coniglio in quanto la sua longevità (6-8 anni) corrisponde a un intero periodo di sviluppo del bambino. Con la cavia peruviana invece, si instaura una relazione affettiva meno intensa, perché limitata dalla sua breve vita (4-6 anni).
    Per quanto concerne gli altri roditori, il proprietario dovrà informarsi dettagliatamente sulle caratteristiche biologiche dell’animale che pensa di acquistare e conoscere molto bene il suo ritmo di vita. Per esempio il criceto (2-3 anni di vita media) è attivo di notte e dorme di giorno….
  • Gli uccelli
    La relazione che l’uomo può stabilire con gli uccelli è meno importante di quella che si crea con gli animali precedentemente esaminati, tuttavia gli uccelli possono apportare allegria e gioia in una casa. Anche per loro devono essere raccolte precise informazioni etologiche per una scelta soddisfacente. Alcuni uccelli devono vivere in coppia. La loro longevità varia molto tra una famiglia e l’altra. I regimi alimentari sovente sono molto specifici….
    Anche se con loro il contatto fisico è quasi inesistente, questi animali si interessano molto all’ambiente in cui vivono ed apprezzano la presenza dei loro proprietari.
    Ricordiamo che la vendita di numerosi uccelli esotici è proibita dalla Convenzione di Washington!
  • I pesci
    Con loro non sono realizzabili né il contatto fisico né una relazione affettiva. Tuttavia, quando è presente un acquario, fanno parte integrante della casa: sono una compagnia continua. La cura di un acquario richiede però una quantità di tempo non trascurabile. La scelta dei pesci sarà condizionata dal livello di difficoltà della gestione che si è in grado di affrontare. Sono indispensabili i consigli di un professionista ed una documentazione completa.
  • I rettili e gli altri animali non convenzionali
    Solo persone veramente appassionate, con conoscenze specifiche sulla biologia di questi animali, sono in grado di possederli: solo a queste condizioni il loro acquisto è consigliabile!
  • Gli altri animali domestici
    Si tratta di cavalli, asini, capre, pecore ed altri mammiferi domestici adottati solamente per compagnia come il furetto, il chinchillà, il cane della prateria, ecc. (se si dispone di ambiente adeguato e sufficiente spazio). Anche con questi animali si può instaurare un rapporto: la relazione affettiva può essere molto sviluppata. La scelta sarà orientata dall’attrazione per una determinata specie e dalla conoscenza dei suoi bisogni biologici ed etologici, che devono comunque essere rispettati.

b) La scelta del sesso

La scelta può apparire secondaria ma sarà utile approfondire la questione. Anche qui l’aiuto del Medico Veterinario si rivelerà prezioso.
Per gli animali non convenzionali non ha molta importanza. Per i roditori, che vivono meglio in coppia, sappiamo che due animali di sesso opposto hanno numerose possibilità di trovarsi bene tra di loro: bisogna considerare, per evitare inconvenienti da sovrappopolazione, la sterilizzazione di uno dei due.
Per gli uccelli, oltre alla funzione estetica (il dimorfismo sessuale fa si che i maschi siano di solito più colorati delle femmine) bisogna tener conto che alcuni cantano meglio secondo il sesso e che altri devono obbligatoriamente vivere in coppia maschio - femmina.
Per quanto riguarda i gatti, sarà la sensibilità dei futuri proprietari a prevalere, sapendo che è fortemente consigliato sterilizzarli (maschi o femmine che siano). I maschi hanno la reputazione di essere più “coccoloni” … . Se si adottano due gattini contemporaneamente, sarà meglio sceglierli di sesso opposto in quanto avranno più possibilità di stabilire un legame “fraterno” che permetterà loro di vivere in armonia, insieme, nello stesso territorio. E’ questa l’unica possibilità di possedere due gatti senza rischiare di far nascere inconvenienti.
Il proprietario di un cane incontrerà regolarmente alcune problematiche specialmente nei rapporti con il vicinato, a seconda del sesso dell’animale scelto. Alcuni maschi tendono a fuggire quando le femmine sono in calore. Per quanto riguarda le femmine, quando sono in calore attirano numerosi maschi (caso fin troppo frequente…) e la cosa può provocare il danneggiamento della recinzione dell’abitazione o, peggio ancora, una gravidanza indesiderata. E’ quindi consigliabile provvedere alla sterilizzazione della femmina in giovane età: il Medico Veterinario darà informazioni precise sui vantaggi e sui possibili inconvenienti di questo intervento. La castrazione dei maschi è altrettanto possibile, a condizione di mettere da parte pregiudizi e reticenze propri della nostra cultura latina …
Al di là di questi aspetti, la scelta del sesso può influire significativamente sul rapporto tra il proprietario e l’animale: alcune persone non pensano possibile una relazione positiva se non con un animale di un determinato sesso.

giovedì 3 aprile 2008

Guida alla scelta responsabile di un animale da compagnia (seconda parte)


I parametri che possono influire sul benessere di un animale da compagnia

Una volta giudicata fondata la decisione di adottare un animale, dobbiamo esaminare i parametri che ci permetteranno di trovare il compagno ideale.

Non si tratta solo di soddisfare le nostre aspettative ma di considerare che cosa realisticamente possiamo offrire a questo animale al fine di consentirgli una vita serena.
Bisogna ricordare che a seconda della specie, della taglia e delle specifiche etologiche si hanno bisogni, aspettative di vita ed esigenze di spazio molto differenti e variegate.
Sembra banale ma va sottolineato ancora una volta che non è sufficiente solo il nostro affetto per renderlo felice!

a) L’habitat
Evidentemente vivere in appartamento o in una casa con giardino influenzerà la scelta. Ma non si deve credere semplicisticamente che il giardino sia una condizione essenziale per adottare un animale. Ad esempio il cane avrà sempre e comunque bisogno della nostra presenza: essendo un animale sociale, non tollererebbe un isolamento, per quanto dorato ai nostri occhi possa sembrare.
Il fatto che il giardino sia recintato o meno, così come la presenza di vicini poi (a seconda che si abiti in città o in campagna) saranno altrettanti fattori discriminanti.

b) La composizione della famiglia
Per permettere un buon rapporto tra l’animale e l’ambiente in cui è inserito, lo studio della composizione del gruppo famigliare sarà indispensabile per evitare scelte inadeguate o per rispondere in maniera molto specifica ad una precisa aspettativa.
La famiglia ha bambini? Di quale età?
Se la coppia non ha figli, è costituita da persone giovani o anziane?
Se la persona vive sola, qual è la sua età e le sue condizioni di salute?


c) Il tipo di vita della famiglia

Dobbiamo considerare sia le attività lavorative dei futuri proprietari sia il loro tempo libero settimanale e annuale (vacanze): ricordiamoci che la durata della vita di un pet può andare dai 2 o 3 anni (criceto) ai 10-20 anni (cane e gatto) o più (tartarughe di terra e alcuni pappagalli).
Animali che necessitano di cure quotidiane e che non possono essere affidati a terzi non devono essere adottati da persone che viaggiano molto spesso: non si può pensare di lasciare l'animale in isolamento coatto, magari alle cure sporadiche ed essenziali di chi viene per dargli soltanto da mangiare, soprattutto se i nostri periodi di assenza sono lunghi e frequenti.
Per le stesse ragioni non si potranno effettuare traslochi da un compagno che non sopporta gli animali o magari ne è allergico al pelo.

Il futuro proprietario deve abbandonare i preconcetti; ma anche ricercare e ricevere consigli precisi da persone veramente esperte, senza affidarsi ai pareri più o meno seri della cosi detta "università dei giardinetti".

d) La disponibilità dei proprietari
Si tratta certo di un fattore importante, ma la mancanza di tempo non deve orientare verso la scelta di un animale che a prima vista sembrerebbe richiedere poca attenzione (per esempio la gestione di un acquario può essere molto più laboriosa della gestione di un gatto…).
Al contrario, molto tempo libero non significherà per forza molta disponibilità per l’animale.
Bisogna considerare in maniera oggettiva la disponibilità delle persone che sono veramente interessate all’adozione e tenere in minor conto la possibilità di tempo libero di quelle meno coinvolte a livello affettivo.

e) Le possibilità finanziarie
E’ un parametro molto importante, che spesso viene nascosto, da esaminare nella sua globalità. Oltre all’investimento iniziale (prezzo dell’animale, dei vari materiali e degli oggetti necessari), il proprietario deve chiedersi se potrà provvedere all’alimentazione giornaliera equilibrata del suo compagno, così come alle spese di mantenimento (toelettatura, prodotti vari) ed anche ai costi per le cure mediche ordinarie necessarie (Medico Veterinario e medicinali).
Infine dovrà valutare le proprie possibilità finanziarie anche per i casi eccezionali di incidente o di malattia.
Per approfondire questo argomento, il proprietario dovrà far tesoro delle informazioni che gli saranno fornite dai professionisti del settore.
Potrà anche documentarsi in relazione alle polizze di assicurazione per la salute dei cani, dei gatti e degli altri animali da compagnia e sui relativi costi, che ormai sono diffuse anche in Italia.

venerdì 28 marzo 2008

Guida alla scelta responsabile di un animale da compagnia (prima parte)

Perché l’acquisto di un animale da compagnia? Come sceglierlo?

Nella società attuale l’uomo ha un crescente bisogno di gratificazione ed è alla costante ricerca di una relazione sempre più strutturata, sia affettiva sia tattile, con l’ambiente che lo circonda.
L’animale domestico può rispondere a molte di queste aspettative.
Una famiglia su due possiede un animale da compagnia; ma purtroppo ancora gli abbandoni sono numerosi. La maggior parte di questi (80% dei casi) sono la conseguenza delle mancate aspettative dei proprietari in relazione al comportamento dell’animale.
Una ricerca svolta su ben 1500 “nuovi proprietari” ha evidenziato che il 72% avrebbe desiderato consultare un Medico Veterinario prima della scelta del proprio animale.
In effetti, quando si prende la decisione di acquistare un animale, è necessario affrontare specifiche problematiche.
Non si deve esitare nel chiedere l’opinione e i consigli di un professionista qualificato come il Medico Veterinario per rispondere a queste domande o almeno a molte di esse.
Questa è una riflessione essenziale e determinante: non si può assolutamente agire d’impulso!
Prenderemo qui in esame il percorso da seguire prima di acquistare un animale domestico.
Nella prima parte inizieremo ponendoci la domanda sulla pertinenza di questa adozione,
nella seconda parte affronteremo i principali parametri da prendere in considerazione per accogliere l’animale ed infine nella terza ed ultima parte si cercherà di indicare alcuni elementi che permetteranno una scelta ben ponderata e responsabile.

1) La decisione di adottare un animale è ben fondata?

Numerose sono le persone che si mostrano dubbiose di fronte a questo acquisto, specialmente i genitori cui sono rivolte le ripetute richieste, a volte veramente pressanti, dei propri figli.

a) La motivazione principale

  • Vorrei un animale da compagnia
    Bisogna precisare questa affermazione: si desidera un animale per tutta la famiglia o per una persona in particolare? In quest’ultima situazione esiste un obiettivo terapeutico, eventualmente prescritto da un centro medico? Si devono soddisfare il desiderio o le aspettative di un bimbo?
    In tutti questi casi è importante evitare il rischio che l’animale divenga un semplice oggetto, un giocattolo e a tal fine vanno sempre presi in considerazione i suoi bisogni fondamentali e le aspettative di vita media relative alla specie a cui appartiene.
  • Vorrei un animale da lavoro
    Si tratta essenzialmente di cani utilizzati per la guardia, la caccia, alcuni sport, il soccorso, senza dimenticare l'emergente e sempre più apprezzata "pet therapy".
    Anche altre specie possono ovviamente essere indicate ed utilizzate per partecipare a concorsi, gare, mostre o per finalità differenti. Si ritrova qui il bisogno di coltivare una passione e di realizzarsi (per esempio attraverso un concorso di bellezza per gatti). In questo contesto va citato il cavallo, che permette inoltre un importante riscontro in ambito sportivo. Altri animali meno comuni, come i furetti, ad esempio, possono essere allevati per la caccia (aiutano a stanare gli animali da tana) e/o la compagnia.
    Alcuni lavori poi, richiedono la partecipazione di un animale per motivi più o meno nobili: il gatto del panettiere, il coniglio o la colomba dell’illusionista, ecc.

b) Le motivazioni secondarie

  • Vorrei un animale che tenesse compagnia all’animale che ho già. Noi, per puro antropomorfismo, accettiamo con molte difficoltà che il nostro animale da compagnia rimanga “abbandonato” per molte ore al giorno. Adottare un cucciolo per tener compagnia a un cane molto vecchio non è una buona idea. Anche adottare un cane già adulto come compagno del cane di casa, potrebbe generare problemi. Al contrario, adottare un cucciolo per tenere compagnia a un cane adulto potrebbe essere la soluzione ottimale; ma anche qui ogni situazione è differente e va considerata in tutti i suoi risvolti . L’acquisto di un secondo gatto, quando già ne abbiamo uno in casa, è da valutare molto attentamente. E’ importante sapere, infatti, che il gatto ha bisogno di un suo territorio che preferisce non condividere con i cospecifici. Se si inserisce un cane dove già vive un gatto (o viceversa), ciò non provoca alcun problema (sempre a tenuto conto del contesto però) né alcun particolare vantaggio per nessuno dei due. Solo il desiderio della famiglia può giustificare questo acquisto…
    Per quanto riguarda alcuni roditori e numerosi uccelli, la vita in coppia in cattività è molto ben tollerata. I pesci ornamentali preferiscono vivere in gruppo, ma bisogna fare attenzione alla sovrappopolazione in funzione della dimensione dell’acquario.
  • Vorrei sostituire il mio vecchio compagno che è morto o che è scappato. Anche se sembra evidente, ricordiamoci che il nuovo compagno non sostituirà mai il precedente. Sarà del tutto inutile tentare, più o meno coscientemente, di “ricostruirlo” identico al precedente, cercando la stessa razza, lo stesso sesso, lo stesso colore (e anche lo stesso nome!). Prima di tutto dobbiamo lasciar passare del tempo e assicurarci che il lutto per la perdita del nostro compagno sia terminato. Per alcune persone ci vorranno giorni, per altre bisognerà attendere anche anni. In questo caso particolare bisogna categoricamente rifiutare un animale di “sostituzione” offerto premurosamente dai familiari. Inoltre, se la separazione dal precedente animale è avvenuta a causa di patologie del comportamento sarà indispensabile il parere di un Medico Veterinario specializzato nel settore della medicina comportamentale prima di adottare un nuovo animale.
  • Sono stato costretto a adottare questo animale. L’adozione è forzata quando si trova un animale abbandonato o quando, per esempio, un gatto randagio ci coinvolge e lo accettiamo in casa. Lo diventa talvolta per fare un favore a un amico o a familiari che non possono più tenere l’animale. In tutti i casi l’errore è di lasciarsi intenerire facilmente o di sentirsi responsabili quando non ci sono le condizioni indispensabili per la riuscita dell’adozione. Bisogna essere certi che le motivazioni siano sufficientemente forti ed oggettive. Una volta presa questa decisione in tutta coscienza, bisogna verificare quali saranno le condizioni di vita del futuro animale da compagnia. Sono queste le informazioni che permetteranno di effettuare la scelta migliore.