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martedì 8 settembre 2009

PIU’ GARANZIE PER I CANI AFFIDATI AI COMUNI

Il notiziario on line dell'ANMVI dà notizia, con un articolo pubblicato proprio oggi, che è entrata in vigore l' "Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163" pubblicata sulla G.U. n.207 del 7 settembre 2009.
Vediamo di cosa si tratta e quali benefici ne conseguono, esaminando punto per punto l'articolo in questione:
L'Ordinanza, della durata di 24 mesi, individua specifiche misure sanitarie a garanzia della salute, della tutela e del benessere degli animali affidati secondo le procedure previste per gli appalti pubblici (decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163).
L'obiettivo è di evitare che animali di affezione possano essere trasferiti, in alcuni casi anche per lunghe distanze, in assenza di misure e prescrizioni sanitarie idonee a garantirne la tutela e il benessere ed evitarne lo stress.
Il provvedimento stabilisce che l'affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la loro responsabilità tenga conto della natura di esseri senzienti degli animali.
I cani, non ancora sterilizzati all'entrata in vigore dell'ordinanza, presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono essere sottoposti all'intervento di sterilizzazione entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente ordinanza a cura del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale territorialmente competente o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni proprietari dei cani.
I Comuni sono tenuti, fra l'altro, ad assicurare:

- la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell'anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell'eventuale trasferimento in altro Comune avvalendosi del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati;
- evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto del regolamento (CE) 1/2005 e del decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151;
- il possesso da parte della struttura individuata di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani;
- il possesso da parte della struttura individuata dell'autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario;
- la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una capacita' superiore o superare le duecento unita' di animali;
- la capacita' di restituzione dell'animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalita' per assicurare tale restituzione;
- la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve prevedere l'accesso alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformita' alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalita' la protezione degli animali, al fine di favorire l'adozione dei cani;
- garantire attivita' che aumentino l'adottabilita' dei cani e l'apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno.
- implementazione di ulteriori iniziative utili a incentivare l'adozione dei cani anche attraverso l'affissione presso l'albo pretorio e altri spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito internet.
Per il Presidente della Sisca, Raimondo Colangeli, il veterinario responsabile previsto dall'Ordinanza sui canili potrà aumentare gli indici di adottabilità degli animali.
"Il veterinario responsabile deve inserire dei programmi per aumentare gli indici di adottabilità - commenta il Presidente della Sisca, Raimondo Colangeli- e protocolli per tutelare il benessere animale, quindi richiedere la consulenza di medici veterinari comportamentalisti per preparare personale idoneo, valutare i cani e supervisionare il lavoro di preparazione dei soggetti del canile per favorire l'adozione con una netta diminuzione della percentuale di ritorni e abbandoni".
Per l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani la presenza di un veterinario libero professionista come responsabile sanitario è una svolta nella gestione dei canili. L' Ordinanza in vigore dal 7 settembre, inserisce fra i requisiti vincolanti delle strutture l'assistenza veterinaria e il coinvolgimento dei liberi professionisti. Sulla gestione dei canili, la Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate ha pubblicato il libro "Il canile come presidio zoo-antropologico - Da struttura problema a centro di valorizzazione del rapporto con il cane".
La pubblicazione, che vede il contributo di numerosi esperti comportamentalisti, supera la "concezione del canile discarica" e la visione "tradizionale o stabulativa dove ci riferisce al cane come entità da ospitare e all'adozione in modo generalista". La pubblicazione scientifica è stata consegnata al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini e viene utilizzata per la formazione specialistica, nei corsi organizzati da Anmvi e Sisca.

venerdì 19 giugno 2009

Esche avvelenate: come e a chi inoltrare denuncia

Rifacendomi ad un articolo comparso il 18 giugno scorso sul quotidiano di informazione on line dei medici veterinari, ANMVI Oggi, più volte citato in tale blog, riporto in questo post le indicazioni fornite tramite apposita Circolare del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 3 aprile 2009 onde sapere come comportarsi nei casi purtroppo non tanto rari di avvelenamento di pet a causa di esche o bocconi avvelenati.
Avevo già parlato delle nuove normative che regolano il settore agli inizi dell'anno, esattamente l'8 gennaio scorso, si tratta dell'ordinanza 18/12/2008 e successiva modifica del 19/03/2009; ma ritengo di fare cosa utile e gradita ai lettori interessati, fornendo questi ulteriori riferimenti.
Vediamo dunque di che tratta nel dettaglio tale notizia:
"Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha pubblicato la circolare contenente chiarimenti in merito all'adeguamento delle autorizzazioni di presidi medico chirurgici sulla base delle Ordinanze Ministeriali emanate il 18 dicembre 2008 e, successivamente, il 19 marzo 2009 sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati.
La circolare esplicativa regolamenta l'inserimento dell'amaricante nella formulazione del prodotto in questione (ovvero i rodenticidi per uso domestico e civile) e suggerisce l'adozione di diciture cautelative in etichetta."
La sezione del portale del Ministero della salute è stata aggiornata portando anche in evidenza il fac-simile per la denuncia, che riporto qui di seguito:

ATTO DI DENUNCIA

Alla Procura della Repubblica di..................................
(scrivere la provincia del comune in cui è avvenuto l'avvelenamento)
c/a Comando Stazione Carabinieri di .......
c/a Corpo Forestale di.. ....................
c/a Polizia Provinciale di ..................
Oggetto: Denuncia per avvelenamento animali
Il/la sottoscritto/a (generalità, domicilio, recapiti telefonici) espone quanto segue.
In data ...... in località ................del Comune di ....................ha notato:
(esposizione dettagliata dei fatti cui si è assistito. Fornire inoltre ogni elemento utile per la identificazione dei responsabili: targhe di auto, riconoscimento personale, descrizione somatica, ecc. e, nel caso di ignoti intestare l’atto "contro ignoti"; aggiungere ogni elemento utile che possa descrivere le modalità dell’azione, ad es. "lasciava in giro bocconi avvelenati", ovvero "provvedeva a mettere in giro cibo avvelenato", ossia qualsiasi informazione mirante a individuare l'attività e lo scopo del soggetto responsabile, ecc.).
Tale fatto integra ad avviso dello scrivente il reato di uccisione di animale di cui all'articolo 544-bis C.P.(come dalla legge 20 luglio 2004, n. 189), nonché il reato ex art. 674 C.P. relativo al getto di cose pericolose, o di qualsiasi altro reato che la S.V. ritenesse ravvisare nei fatti sopra descritti e/o a seguito di indagini.
L'art 544 bis del codice penale statuisce che "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi".
Tale articolo, introdotto dalla Legge 189 del 2004 a tutela degli animali, punisce chiunque cagiona la morte di un animale, per crudeltà o senza necessità.
Si tratta di un reato a forma libera o casualmente orientato, imperniato sul verbo cagionare e per il cui perfezionamento è sufficiente che l'azione si posta in essere con mezzi idonei a cagionare la morte dell'animale.
La legge 189 del 2004, annoverando nel concetto di animale qualsiasi essere vivente appartenente al genere animale senza distinzione tra quelli di affezione e quelli che non lo sono, permette l'applicazione della disposizione vietante il maltrattamento di animali non solo nei confronti nei nostri cari compagni domestici, bensì anche ai volatili.
Nei rapporti con gli animali d'affezione in merito all'applicazione dell'art 544 bis C.P. un'importante e recente pronuncia è quella del Tribunale penale dell'Aquila del 29 marzo 2007, che ha inflitto la condanna a due mesi di reclusione ad un dirigente veterinario a.s.l. per aver ordinato la soppressione per futili motivi di nove cuccioli di cane, e ad un suo funzionario, per aver eseguito materialmente la soppressione.
Si legge nelle motivazioni di questa importante pronuncia che 'in base ad una lettura sistematica della legge 189 del 2004, nel rapporto tra animali d'affezione ed i loro eventuali padroni, risulta oggi evidente che non sussiste più un rapporto tra oggetto (l'animale) e titolare di un diritto di proprietà (il padrone) sorgendo nuovi obblighi e fonti di responsabilità per i padroni, in quanto, stando al Tribunale penale dell'Aquila, "con la nuova legge si prende atto della natura di esser vivente dell'animale in grado di percepire sofferenze anche non solo di carattere fisico in senso stretto e per cui il proprietario non ha più la totale disponibilità dell'animale, né può infliggergli gratuite sofferenze ne toglierli la vita senza valide giustificazioni ".
Inoltre, secondo l'art. 674 C.P. "chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di uso altrui, cose atte ad offendere le persone è punito con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda fino a € 206".
L'offesa recata alle persone può dunque consistere sia in una lesione fisica, si pensi all'eventualità che ad ingerire il veleno sia un bambino, sia in una lesione biologica, come la perdita del proprio animale domestico. Quindi, la perdita di quest'ultimo causata dal getto di bocconi avvelenati integra perfettamente norma in oggetto. Della stessa opinione è il Tribunale di Firenze che con sentenza del 28 novembre 2000 ha condannato ex art. 674 c.p.(oltre che ex art. 639 C.P. in quanto si trattava di animali altrui) un uomo per aver ucciso un pastore tedesco e un dobermann e per aver tentato di uccidere un husky gettando bocconi avvelenati. Il giudice ha provveduto alla condanna alla pena pecuniaria e al risarcimento del danno ai proprietari dei cani rimasti vittime.
In questo contesto si indirizza il presente esposto alla S.V. confidando che i responsabili possano essere perseguiti penalmente.
Allorché fosse necessario ai fini della procedibilità, il presente atto è da intendersi atto di querela contro coloro che risulteranno responsabili dei fatti di reato, per i quali si chiede espressamente la punizione penale ai sensi di legge; Ai sensi degli artt. 406 e 408 C.P.P. si chiede di essere informati presso il domicilio sopra indicato su eventuali richieste di proroghe delle indagini preliminari ed eventuali richieste di archiviazione.
Si allegano:
a. Foto (indicare il numero, il contenuto, e la data in cui è stata scattata)
b. Video (indicare il contenuto e la data della ripresa)
c. Referti medico veterinari

Si citano quali persone informate sui fatti:
a) (nome e cognome)
b) (nome e cognome)
Si ringrazia.
Luogo, data
Firma (da apporre al momento del deposito dell'atto)
"I casi di avvelenamento devono infatti essere documentati e denunciati per contribuire a sconfiggere il fenomeno dell'avvelenamento di animali.
Per la denuncia ci si può rivolgere a qualsiasi organo di polizia giudiziaria (Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Polizia Provinciale), presentando di persona il proprio esposto o denuncia (anche contro ignoti) in forma scritta.
Le norme di riferimento sono contenute nelle Ordinanze Ministeriali 18 dicembre 2008 e 19 marzo 2009.
L'Ordinanza del 19 marzo contiene alcune modifiche relative al ruolo e agli adempimenti del medico veterinario libero professionista apportate dal Ministero su proposta dell'Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani)".

giovedì 18 dicembre 2008

News dalla Cerimonia per i 10 anni del Comitato Bioetico per la Veterinaria

Notizie fresche di giornata o quasi, visto che solo ieri si è tenuto a Roma (nella Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, a palazzo Valdina) il Cerimoniale per il decennale del Comitato Bioetico per la Veterinaria, alcune delle quali molto interessanti.
Ricordiamo qui per inciso che il Comitato Bioetico per la Veterinaria, a partire dal 1997, ha prodotto pareri che ancora adesso sono preziosi per la soluzione di problemi come: cani pericolosi, macellazione, trasporti, eutanasia e consenso informato in Veterinaria.
Ancora più importante è il lavoro che inizia ora, ovvero far si che il riconoscimento della "senzienza" agli animali porti dei reali concreti miglioramenti nelle condizioni di vita e che la superficialità con cui vengono affrontate buona parte delle cose del mondo non sia addirittura controproducente in questo campo.
La questione delle “razze canine sofferenti” ad esempio, costituisce un caso emblematico, utile per sollevare l’interesse generale sulle condizioni di vita dell’intero mondo animale e per contribuire alla responsabilizzazione nei confronti dei più deboli.
Vediamo dunque quali sono alcuni degli argomenti trattati in tale occasione e ripresi anche dal nostro quotidiano di informazione on line, ANMVI Oggi:

1)-All'inizio del 2009 arriverà la nuova ordinanza sui cani pericolosi e il sottosegretario Francesca Martini ha annunciato il proseguimento del lavoro comune con il ministro degli Esteri Franco Frattini riguardo all'importazione di cuccioli di cane:
''Stiamo sentendo le ambasciate - ha sottolineato la Martini nel corso della cerimonia per il decennale del Comitato bioetica per la veterinaria - che sono il luogo di partenza per questi cuccioli allevati in maniera intensiva come fossero polli. Con la prossima presidenza europea della Repubblica Ceca, il primo Consiglio dei Ministri europeo che si occuperà di materie veterinarie potrebbe essere l'occasione buona per misure su questo tema."
2)-Il sottosegretario del ministero del Welfare ha inoltre annunciato che prima di Natale arriverà un'ordinanza sul tema dell'avvelenamento degli animali:
''Tra pochi giorni firmerò un'ordinanza sui c.d. 'bocconi killer' contro quelli che definisco gli 'unabomber' dei cani che prevede il coinvolgimento dei proprietari, dei veterinari ma anche dei sindaci dei comuni in cui avvengono gli avvelenamenti''. L'ordinanza prevede l'obbligo di denuncia da parte del proprietario dell'animale e del veterinario, qualora ne venga a conoscenza, del presunto avvelenamento dell'animale. In una seconda fase è previsto l'invio di campioni all'Istituto zooprofilattico competente che analizzerà la carcassa, per verificare la composizione dei 'bocconi killer' e il coinvolgimento del sindaco del territorio in cui è avvenuto l'avvelenamento che è tenuto a perimetrare la zona e a bonificarla. Il ministero del Welfare attiverà un numero verde ad hoc per "informare i cittadini su questo tema".
3)-Il sottosegretario Martini è inoltre intervenuta sul tema dell'eutanasia, in seguito alle notizie diffuse dalla stampa del fatto che alcuni proprietari avrebbero chiesto di sopprimere animali sani, per difficoltà legate alla crisi economica:
"L'eutanasia su esemplari sani è una questione di gravità assoluta - ha sottolineato il sottosegretario - ma soprattutto è un atto punito dalla legge 189 del 2004. Per questo è importante che i veterinari facciano informazione tra i cittadini".
4)-Infine sui problemi legati al mantenimento dei propri animali, moltiplicate dalla difficile situazione economica di molte famiglie, la Martini promette:
"Sulla defiscalizzazione delle spese per gli animali non ci fermiamo. Credo che dovremmo rompere il grande muro di chiusura, cambiare anche culturalmente la mentalità e contribuire a creare un'opinione favorevole su questo aspetto. Partendo dal fatto che è sbagliato contrapporre a questo altri bisogni e stabilire poi quale abbia la priorità". (Fonte: ANSA/Adnkronos)
Sarebbe davvero segno di onestà e coerenza che a queste belle parole seguissero anche i fatti e tutti noi ci auguriamo sinceramente che sia così, o almeno ci speriamo...

giovedì 23 ottobre 2008

CANI SUI TRENI, FS NON FARANNO RETROMARCIA!

Appena rientrato in Italia mi accoglie questa notizia, che mi accingo immediatamente a diffondere, poiché a quanto sembra il nostro è proprio il paese di Pulcinella, con continue affermazioni e smentite, e così anche questa non poteva sottrarsi alla regola che anima il belpaese e quanti lo governano ovvero dire tutto e il contrario di tutto pressoché allo stesso tempo o quasi, così da creare confusione e incertezza, ma certamente senza il minimo rispetto per i cittadini, costretti ad assistere impotenti a tali pagliacciate!
Eccovi dunque di seguito la notizia integrale appena pubblicata dal nostro quotidiano di informazione veterinaria "Anmvi Oggi": "A causa di improrogabili impegni istituzionali" del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini la conferenza stampa prevista per oggi per illustrare il nuovo regolamento relativo al "trasporto di animali domestici sui treni" che si doveva svolgere nella sede delle Ferrovie dello Stato è stata rinviata a data da destinarsi.
Lo comunica il Ministero in una nota ufficiale.
Sulle nuove norme per regolare l'accesso degli animali sulle carrozze ferroviarie si sa dunque che arriveranno a novembre, ma non se conoscono che poche anticipazioni di agenzia.
Secondo l'ANSA, con le nuove regole sull'accesso degli animali sui treni, Ferrovie, a quanto si apprende, non fara' ''un passo indietro'' rispetto alle disposizioni per la tutela dell'igiene e della sicurezza dei passeggeri. Sono state ammorbidite, dopo l'intervento del ministero che si e' fatto interprete delle proteste delle associazioni animaliste, le disposizioni previste nella circolare dello scorso settembre. Ma si trattera' comunque di restrizioni significative che risponderanno all'esigenza di dover mediare tra necessita' diverse. Sarebbero infatti molte anche le segnalazioni arrivate al gruppo Ferrovie da passeggeri che, denunciando problemi di sicurezza o di igiene, hanno protestato per la presenza di cani a bordo dei treni.
Il nuovo regolamento per le norme di ammissione degli animali domestici sara' presentato nei prossimi giorni e sostituira' la circolare di alcune settimane fa che aveva provocato dure reazioni da parte delle associazioni animaliste.
Si prevedeva che non potessero salire sulle carrozze i cani di peso superiore ai 6 chilogrammi e che gli animali di taglia inferiore viaggiassero all'interno degli appositi 'trasportini', il tutto per ragioni sanitarie.
Contro il provvedimento si schiero' anche il sottosegretario al Welfare Francesca Martini.
Il nuovo regolamento, la cui data esatta di entrata in vigore sara' decisa nei prossimi giorni, prevede comunque criteri - si e' appreso - per garantire il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie dei treni." Insomma staremo a vedere cosa succederà....appena si decideranno di informarci!

lunedì 22 settembre 2008

Trenitalia emana un provvedimento miope e totalmente assurdo oltre che zoofobo!

Davvero quello che ha appena emanato Trenitalia è un provvedimento assurdo e di facciata, perché sotto tutti i punti di vista non è possibile credere di debellare un problema parassitario e igienico, come quello delle zecche, impedendo l'entrata a bordo dei vagoni di cani di peso superiore ai 6 Kg! Oltretutto lascia presupporre la totale ignoranza in materia da parte di chi ha promulgato un regolamento del genere...
Così come d'altronde non basterebbe comunque un certificato veterinario rilasciato (ovviamente gratuitamente!) da meno di un mese per garantire che il cane in questione non abbia parassiti, ma qui il discorso diventa troppo complesso ed articolato, perché venga capito da una burocrazia che vorrebbe tutto piatto ed uguale così da poter essere facilmente omologabile e quindi semplice da gestire.
Anche perché se non ricordo male oltre alle zecche in passato (come risulta dai molti articoli ancora diffusi in rete) sono state rinvenute anche cimici e pulci (e in quel caso erano stati messi sotto accusa ipotetici clochard francesi), tanto da costringere Trenitalia a ritirare ben 508 carrozze per disinfestarle completamente.
Certo forse a ben vedere una cosa normale da attuare sarebbe stata quella di assicurare una pulizia approfondita e regolare alle carrozze dove far viaggiare i passeggeri, umani o animali che siano, ma evidentemente questo ancora non è così ovvio...Eppure continuo ancora a stupirmi per l'incompetenza e la superficialità che caratterizzano i cosiddetti manager che sono responsabili del destino di aziende intere e alle cui dipendenze hanno migliaia di persone; ma soprattutto da cui dipende una funzione così importante come quella del trasporto pubblico.
Riporto qui di seguito la nota diffusa anche da ANMVI oggi sull'argomento, che ben riassume la questione:
-Con una nota indirizzata alle Ferrovie, al Ministro dei Trasporti, al Sottosegretario alla Salute e al Sottosegretario al Turismo, l' ANMVI ha chiesto la revoca immediata delle regole di viaggio per gli animali stabilite da Trenitalia.
L'Associazione parla di regole "assurde, senza alcun fondamento sul piano scientifico, senza corrette nozioni di prevenzione e di igiene degli animali e totalmente incuranti delle esigenze di viaggio dei cittadini-proprietari. Un provvedimento burocratico di pura facciata".

Dal primo ottobre, su indicazione dell'Istituto superiore di sanità, gli animali dovranno infatti viaggiare sui treni accompagnati da un certificato del veterinario, rilasciato da meno di un mese, che ne attesti l'assenza di «infestazioni o patologie trasmissibili». Inoltre, non sarà più possibile far salire sui treni cani di media e grossa taglia che pesano più di sei chili. Mentre i più piccoli, e tutti gli altri animali, dovranno viaggiare dentro il trasportino. Sono esentati i "piccoli pesci" e i "cani guida per ciechi" (anche per questi ultimi però è richiesto il certificato veterinario). "Ci meraviglia - commenta l'ANMVI - che un provvedimento zoofobo venga accettato come segno di civiltà in un Paese dove le istituzioni fanno campagne contro l'abbandono animale. E' noto che fra le cause dell'abbandono ci sono i divieti nei confronti degli animali nei luoghi pubblici.
Questa nuova discriminazione rivela lo strabismo della cultura italiana verso la convivenza con gli animali, da un lato tutelati dal codice penale e dall'altro ancora additati all'opinione pubblica come "portatori di malattie", un luogo comune indegno di una società in cui la prevenzione e la medicina veterinaria consentono al cane e al gatto di famiglia di condividere il quotidiano con garanzie igienico-sanitarie. Non c'è nessuna ragione per sostenere che sui treni l'animale di proprietà costituisca un rischio per l'igiene quando non lo è in nessun altro ambito, pubblico o privato che sia.".
L'amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano spiega che le iniziative anti-zecche sono tre. «Le norme sul trasporto dei cani, certo: e anzi voglio sottolineare che gli animali non pagheranno alcun biglietto. Ma abbiamo in cantiere anche modernissime procedure di disinfestazione, a caldo e a freddo, con certificazione di qualità: saranno impiegate dal 1˚ ottobre. E poi ci affideremo a nuove ditte per i servizi di pulizia, i primi bandi scadranno venerdì prossimo». La sanzione per i trasgressori è di 100 euro, pari al costo di disinfestazione del vagone.
Per tutto il mese di ottobre, però, chi non avrà il certificato del veterinario non dovrà pagare la multa. «Ci siamo adeguati alla normativa spagnola, un Paese che ha molte analogie con il nostro, a partire dal clima», conclude Soprano. Solo Michela Vittoria Brambilla ha espresso dubbi sul certificato veterinario: "non credo che possa garantire che l'animale non abbia parassiti, è anche questione di igiene sui treni. E' opportuno non dimenticare che una famiglia su tre li possiede, seguendo il trend di altri Paesi europei dove c'è un'apertura diversa verso gli animali". Il Sottosegretario Francesca Martini si era invece espressa a favore del certificato e ne aveva auspicato il rilascio gratuito da parte dei veterinari. -
Anche le associazioni animaliste hanno detto la loro sull'incredibile provvedimento: «Questo furore igienista è ridicolo. Quale sarà il prossimo passo? Il controllore guarderà le unghie e le orecchie di chi viaggia?», sbotta l'onorevole Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa. «Trenitalia non può pensare di eliminare le zecche. Se assicurasse servizi di pulizia decenti, il problema non si presenterebbe nemmeno. Ci opporremo con i nostri legali».
E lo stesso farà la Lav. Anzi il presidente della Lega Anti Vivisezione, Gianluca Felicetti, ha aggiunto: «Il 1˚ ottobre saliremo sui treni con cani di media e grossa taglia, vediamo se ce lo impediranno». Insomma ha assicurato che faranno ricorso in ogni sede. «Questo provvedimento è gravissimo e in controtendenza con quanto avviene nelle ferrovie di tutto il mondo e con l'orientamento di molte aziende del trasporto locale e delle compagnie di navigazione».
Infine l'
Aduc, una delle più importanti associazioni di consumatori, ha replicato così: «Prima di parlare a vanvera su cani e gatti, provvedano a pulire bene le carrozze e a licenziare chi lo fa male».
A quanto pare dunque questa volta si è alzato un bel vespaio e oltretutto a ragione, facendo coalizzare associazioni animaliste, di consumatori e di veterinari; speriamo solo che come al solito per accontentare tutti non si finisca per scontentare tutti, ma che, al contrario, ciò serva ad affrontare seriamente una questione importante come quella degli spostamenti con gli animali che anziché ostacolata dovrebbe venir favorita in tutti i modi...