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venerdì 3 aprile 2009

Come insegnare al nuovo cucciolo a non sporcare in casa

Una delle principali preoccupazioni di un proprietario alle prese con un cucciolo appena adottato è sicuramente quella dell'igiene tra le mura domestiche, in particolar modo il pensiero principale è quello di insegnare al più presto al nuovo arrivato dove e quando effettuare le proprie deiezioni. Premesso che un cucciolo prima dei 4 mesi di età non possiede ancora un perfetto controllo degli sfinteri (si parla di incompetenza), e di conseguenza non è in grado di trattenere i propri bisogni se non per pochissimo tempo, vediamo di fornire qui di seguito alcuni consigli pratici per insegnargli un minimo di buone creanze, affinché la nostra casa non assuma in men che non si dica le sembianze di una porcilaia.
Innanzitutto è importante iniziare l'educazione alla corretta eliminazione nell'età giusta. Esiste infatti un periodo migliore che in genere si colloca tra le 7 settimane e mezzo e le 8 settimane e mezzo. Durante tale lasso di tempo infatti si può insegnare al cucciolo dove eliminare, prima che abbia sviluppato delle preferenze. Intendiamoci, non che dopo non sia possibile, ma occorrerà sicuramente un po' di tempo in più...
Altro concetto fondamentale è quello di portare almeno 6-8 volte al giorno fuori il cucciolo per consentirgli di eliminare i propri bisogni in ambiente esterno. A questo proposito bisogna dire che il luogo dove portare il piccolo deve essere scelto in base alla possibilità di poterlo raggiungere in fretta, infatti è consigliabile effettuare l'uscita appena il cucciolo si sveglia, dopo le sessioni di gioco ed entro 15-30 minuti dal termine dei pasti, dato che questi sono i momenti in cui lo stimolo sarà più forte ed impellente.
Se lo si riesce a portare sempre nello stesso posto, gli odori lasciati in precedenza stimoleranno il cucciolo ad urinare e defecare. Ricordate che molti soggetti hanno bisogno di 15-20 minuti per annusare e muoversi prima di eliminare.
Bisognerà dunque avere la pazienza di attendere che il cucciolo faccia i bisogni, perché se lo si riporta troppo presto in casa, si corre il rischio che questi finisca per sporcare appena rientrato. Inoltre bisogna evitare di invogliarlo a giocare finché non abbia eliminato, altrimenti non riuscirà a concentrarsi. Potrebbe poi essere d'aiuto escogitare una frase da ripetere sempre uguale nel momento che il cane elimina in esterno (per es.: fà i tuoi bisogni), così che funga da stimolo e costituisca per il cane una sorta di esortazione, per fargli capire che è il momento ideale e contemporaneamente si trova nel luogo giusto per svolgere le sue funzioni organiche.
Un altro punto fondamentale è quello di gratificare il cucciolo, lodandolo, giocandoci assieme, o dandogli qualcosa da mangiare, non appena ha eliminato, affinché il premio produca un rinforzo positivo del comportamento desiderato (in questo caso l'eliminazione in esterno).
E' importante però farlo immediatamente, perché a posteriori (per esempio una volta tornato a casa), non sarebbe più in grado di associare il premio al comportamento che desideriamo ricompensare.
Soprattutto nel primo periodo bisogna seguire con molta attenzione il cucciolo, sia in casa che fuori, in modo da poterci accorgere quando sta per iniziare a sporcare, così da inibire l'atto (magari gridandogli un secco: "no!") in casa o invece premiarlo, come appena detto, se fuori.
Per seguire i suoi spostamenti dunque sarebbe utile o mettergli il guinzaglio (anche dentro casa) oppure dotarlo di un collare con un campanello, che ci informi in tempo reale di dove si trova.

Nel momento in cui dovessimo uscire e lasciarlo da solo in casa, converrebbe delimitare l'area consentita tramite un piccolo recinto o anche un semplice scatolone, con delle pareti sufficientemente alte da non poter essere scavalcate. Se lo scatolone fosse troppo grande, si può dividerlo con un tramezzo, affinché il cucciolo non sporchi da una parte e si metta a dormire dall'altra. Ma si ricordi che i cuccioli hanno una capacità di resistenza vescicale e intestinale limitata, perciò andrebbero fatti uscire almeno ogni 4 ore.
Al contrario di quello che le leggende metropolitane e i consigli dei giardinetti vanno sostenendo, nel caso in cui il cucciolo sporcasse in casa, non mettete mai e poi mai il suo muso nell'urina o nelle feci. Questo tipo di punizione non serve assolutamente a nulla, in quanto è una punizione a posteriori, quando il comportamento errato ha già avuto luogo, e pertanto il cane non è in grado di mettere in correlazione fra loro le due cose.
Laddove possibile, invece, sarebbe utile cercare di cogliere in fragranza di reato il cagnolino: se lo si vede ad esempio mentre si accinge a prepararsi a sporcare, magari girando in circolo dopo aver annusato in terra, potremmo, senza spostarlo di peso, battere il piede in terra, o scuotere un barattolo con dentro delle monete, o battere le mani o ancora gridargli un sonoro: "fuori!", per intimorirlo ed interrompere con tutta probabilità la sequenza iniziata, fermandolo prima che arrivi a sporcare, così da avere ancora il tempo per portarlo fuori.
Fondamentale è poi evitare di lasciare sempre il cibo a disposizione: il pasto andrebbe dato ogni giorno ad orari fissi, rimuovendo la ciotola (anche se ancora intonsa) al massimo dopo 20 minuti. In questo modo introduciamo l'abitudine di intervalli regolari, rispetto ai quali il cucciolo sentirà lo stimolo ad eliminare altrettanto regolarmente.
Infine in casa è importante pulire adeguatamente, con prodotti efficaci e sicuri, tutti i posti dove il cucciolo sporca, evitando candeggina e prodotti a base di ammoniaca, e preferendo invece detergenti enzimatici, che rimuovano le tracce olfattive delle deiezioni che altrimenti costituirebbero continui inviti per il cucciolo a tornare a sporcare negli stessi punti.

La maggior parte dei cuccioli, seguendo questo programma di addestramento, imparano ad eseguire una eliminazione appropriata entro le prime 14-20 settimane di vita.
Ma può succedere che alcuni individui invece impieghino più tempo, per vari motivi, che però a questo punto andrebbero indagati approfonditamente con l'aiuto del proprio veterinario di fiducia.

mercoledì 3 dicembre 2008

Piano del governo contro il traffico illegale di cuccioli dall'Est Europa

Stamattina si è tenuta presso la Farnesina una conferenza stampa indetta dal ministro degli esteri, Franco Frattini, per rendere note le linee guida del piano congiunto Esteri-Salute, contro la vergognosa questione dell'importazione illegale dei cuccioli provenienti dall'Est Europa.
Alla conferenza stampa sono intervenuti il sottosegretario alla salute, Francesca Martini, Raimondo Colangeli, in qualità di Presidente SISCA (a nome dell'ANMVI), il Presidente della Lega Anti Vivisezione (LAV) Gianluca Felicetti, il Presidente della FNOVI Gaetano Penocchio, rappresentanti delle forze dell'ordine: il Comandante dei Nuclei Antisofisticazioni N.A.S. e Sanità Cosimo Piccinno, il Capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone, e la Guardia di Finanza.
La decisione di agire contro il traffico di cuccioli arriva proprio a pochi giorni di distanza dall'affidamento alla Lega Antivivisezione (Lav) di alcuni cuccioli di cane importati illegalmente dall'Est e sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato, e dopo l'adesione del sottosegretario Martini e di migliaia di cittadini alla campagna di sensibilizzazione della Lav (pubblicizzata anche in questo blog con un post dedicato).
Dall'avvio delle procedure per la ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali del 1987 (mai sottoscritta dal nostro Paese) alla cooperazione fra Stati Europei, il Governo italiano oggi ha dato finalmente forti segnali di lotta al traffico di cuccioli dai Paesi dell'Est.
Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha dichiarato: "assieme al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, intendo sensibilizzare l'intervento delle autorità dei Paesi più interessati al traffico illegale di cuccioli: Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria e altri.
L'obiettivo è spingerli a intensificare i controlli all'origine, soprattutto negli allevamenti. Ho chiesto inoltre alla Commissaria europea alla Salute, Androulla Vassiliou, un intervento di armonizzazione delle norme, la revisione degli standard dei microchip per una sicura tracciabilità degli stessi e la definizione di rigorosi protocolli a livello comunitario per tutte le patologie che rappresentano causa di morte per gli animali".
"Vorrei pensare - ha aggiunto il Ministro Frattini - con i ministri della Giustizia Angelino Alfano e del Welfare Maurizio Sacconi, di inserire un reato specifico per la tratta di cuccioli, perché si tratta di violazioni che non possono essere punite solo con una multa. In ambito nazionale, infine, ho avviato le procedure per ratificare ed eseguire la convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali da compagnia che il nostro Paese ha solamente firmato nel 1987, ma non ha ancora recepito".
Anche il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha condannato con fermezza il traffico illegale di cuccioli provenienti soprattutto da paesi dell’est Europa e annunciato l'istituzione di una "task force di esperti del Ministero che lavorerà intensamente in sinergia e in raccordo con la Farnesina per contrastare il traffico illegale di cuccioli.
Questo traffico e divenuto infatti una piaga che mette a repentaglio la salute pubblica esponendola ai rischi collegati sulla mancata profilassi degli animali e alle condizioni igienico sanitarie in cui sono mantenuti. Vengono violate inoltre le norme vigenti contro il maltrattamento degli animali e quelle relative alla tutela della loro salute e benessere.
Le ispezioni dei Nas parlano chiaro sull’ entità delle violazioni delle leggi: su 1189 ispezioni fatte su esercizi di vendita, allevamenti, strutture di addestramento, attività di dog sitter, servizi di toelettatura, ambulatori privati e canili sanitari, sono state accertate 634 violazioni di cui 102 a carattere penale e 532 a carattere amministrativo”.
Ricordando il divieto di acquisto di cuccioli sotto i due mesi contenuto nell'ordinanza in vigore, firmata dal Sottosegretario Martini, Raimondo Colangeli (Presidente SISCA) sottolinea poi l'importanza della visita pre-adozione: "è fondamentale che il futuro proprietario prima dell'acquisto o dell'adozione abbia un colloquio con un medico veterinario per fare una scelta consapevole, per essere informato degli obblighi di legge, a partire dall'iscrizione in anagrafe canina, e sia messo nelle condizioni di riconoscere la filiera illegale e di evitarla".
"Ho apprezzato - aggiunge Colangeli- l'importanza che il Sottosegretario Martini riserva in ogni occasione al medico veterinario comportamentalista, il medico veterinario che svolge un ruolo fondamentale nell'insorgenza delle patologie comportamentali e nei disturbi del comportamento. Anche in questo caso, il colloquio preliminare con il medico veterinario aiuta a scegliere il cucciolo nella piena legalità e con maggiore attenzione alle relazioni con l'uomo e la società degli uomini. E' un'attenzione -conclude il Presidente della SISCA- che dovrebbe maturare anche negli allevamenti e nei canili dove si cerca di favorire l'adozione di randagi, anche adulti".
E' importante anche il periodo in cui il Governo ha deciso di pronunciarsi a riguardo, proprio perché ci stiamo avvicinando alle feste natalizie che da sempre purtroppo vedono aumentare vertiginosamente gli acquisti di cuccioli come regalo da far trovare sotto l'albero, nella completa indifferenza per i loro diritti e le loro esigenze.
Dunque sembra che finalmente ci si stia incamminando verso una soluzione del problema organizzata seriamente e degna di un paese civile: speriamo che presto vi possano essere dei risultati concreti e che dalle parole si passi ai fatti.

martedì 25 novembre 2008

Campagna LAV contro il traffico di cuccioli dall'Est Europa

Vorrei pubblicizzare una iniziativa organizzata nelle piazze italiane per il 29 e 30 novembre prossimi che vede impegnata la LAV nel proporre una petizione popolare contro il traffico illegale di cuccioli dall'EST Europa.
Inviterei pertanto tutti a presenziare con la propria adesione a questa encomiabile iniziativa volta a combattere una vera e propria piaga che è la tratta dei cuccioli importati per lo più illegalmente, ma spesso anche tramite canali cosiddetti ufficiali.
Purtroppo infatti, come fa notare la stessa LAV:
  • Un cucciolo straniero "vale" fino a 20 volte meno del suo corrispettivo italiano. Un esempio: un cane di razza - di origine ungherese - può essere venduto a 200 euro. Lo stesso cane - diventato 'italiano' - verrà venduto per un prezzo compreso tra i 500 e i 1500 Euro.
  • I cuccioli nascono in allevamenti a conduzione familiare o in vere 'fabbriche di cuccioli'. Si tratta di strutture che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione, stabulate in box piccolissimi con cibo solo per sopravvivere. Una volta raggiunti i 30–40 giorni d'età, i piccoli sono ammassati su camion o furgoni e trasportati nel nostro Paese. Viaggiano soprattutto di notte, spesso con passaporti falsi o falsificati, rinchiusi in scatoloni o borse.
  • In questo squallido commercio di animali spesso manca il più banale controllo sanitario. L’assistenza veterinaria rappresenta infatti un costo in più. E si va al risparmio... Il precoce distacco dalla madre causa ai cuccioli traumi affettivi e problemi di salute. Alcuni non superano lo sforzo del viaggio. Altri muoiono pochi giorni dopo essere stati venduti in Italia.

Per facilitarvi il compito di individuare la piazza più vicina vi pregherei di consultare il seguente link : http://www.lav.it/index.php?id=1113 dove sono rilevabili, regione per regione, i siti di localizzazione dei banchetti per la firma della petizione in questione.
Ma per chi non può recarvisi materialmente di persona c'è anche la possibilità di sottoscrivere tale petizione on line, inviando, una volta compilato, l'apposito modulo che troverete cliccando qui di seguito: http://www.lav.it/index.php?id=1114.
Non dobbiamo dimenticare infatti che l'Italia e altri paesi europei come la Spagna, la Francia e il Belgio sono il punto di arrivo di migliaia di cuccioli di cane e gatto provenienti dai Paesi dell'Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, importati in modo truffaldino falsificando documenti, precocemente strappati alle cure delle loro madri costrette a continue gravidanze, sottoposti a infernali viaggi e imbottiti di farmaci per farli sembrare sani all'acquirente.
Un vero e proprio business insomma che movimenta circa 300 milioni di euro all'anno!
A tal proposito la LAV ha pubblicato un dossier-denuncia molto interessante sull'argomento, che inviterei tutti a consultare per rendersi conto delle dimensioni e della gravità di tale piaga.
Come ho già denunciato in altri post precedenti sull'argomento, purtroppo i principali committenti sono proprio negozianti ed allevatori italiani senza scrupoli: questi infatti mostrano agli ignari acquirenti finali presunti madri e padri ''made in Italy'' e propongono anche il pedigree a pagamento, quindi falso come la restante documentazione che accompagna i cuccioli.
Si tratta pertanto di una vera e propria truffa che oltre alle conseguenze pietose sulla vita dei poveri oggetti di tale commercio, non è tra l'altro scevra da pericolosi rischi per la salute pubblica, in quanto non va dimenticato che esiste la possibilità di reintrodurre, attraverso tali canali , malattie ormai scomparse e pericolose anche per l’uomo, come la rabbia, endemica in molti Paesi dell’Est europeo. Spesso, infatti, l’antirabbica (unica vaccinazione obbligatoria) non è praticata o è inefficace, perché praticata troppo precocemente.
La cosa triste è che ancora oggi non esistono controlli seri e soprattutto adeguati strumenti normativi per contrastare efficacemente questo fenomeno.
Speriamo pertanto che tale iniziativa produca presto i suoi effetti e che sensibilizzi tutti quanti sull'importanza di fermare al più presto questa vergogna, affinché più nessuno possa dire: "Non lo sapevo".

domenica 23 novembre 2008

CONSIGLI PRATICI PER UNA CORRETTA GESTIONE DEL CUCCIOLO APPENA ADOTTATO

In questa occasione vorrei fornire dei consigli pratici per la corretta gestione del cucciolo appena adottato, anche perché molti proprietari si trovano spesso ad avere a che fare con situazioni impreviste o sconosciute, e perciò tendono facilmente a commettere degli errori che rischiano di pesare anche in seguito sul rapporto col proprio cane.
Ricordiamo infatti che il cucciolo ha appena dovuto affrontare il distacco dalla mamma e dai fratellini, dunque un vero e proprio trauma, pertanto parte già svantaggiato e con un carico di stress notevole sulle sue spalle a cui si aggiunge la necessità di adattarsi in tempi brevi alla nuova situazione ambientale ed alimentare, oltre che ad un vero e proprio nuovo modo di comunicare, senza contare che proprio in questo periodo stanno venendo meno gli anticorpi circolanti derivanti dalla madre, e dunque si trova più esposto anche ad eventuali patologie infettive.
Ovviamente non pretendo di essere esaustivo su un tale argomento, perché mi rendo conto che gli aspetti da considerare in relazione alla fase di integrazione e di ambientamento del cucciolo nella nuova famiglia adottiva sono davvero molteplici ed è impossibile riuscire a trattarli tutti in uno spazio così ridotto, ma almeno tenterò di esaminare quelli principali, relativi al comportamento, aiutato dall'enorme lavoro svolto da due insigni colleghi comportamentalisti, quali Raimondo Colangeli e Sabrina Giussani, ricorrendo proprio al loro testo di Medicina Comportamentale.
Vediamo dunque di stilare una serie di punti da tener presenti:
  • Utilizzare, almeno nelle prime quattro settimane successive all'adozione, i feromoni di appagamento di sintesi (D.A.P.). In questo modo il cucciolo supererà più facilmente lo stress dovuto alla separazione dalla madre, al cambiamento di ambiente e alla presenza di una nuova famiglia. Il messaggio trasmesso sarà: "va tutto bene, la mamma è qui."
  • Permettere al cucciolo, almeno durante le prime notti, di dormire nella camera dei proprietari (in una cesta), poiché potrebbe piangere ed abbaiare, a causa dell'improvviso allontanamento di tutti i membri del gruppo famigliare. In questo modo, rassicurato dalla percezione del respiro dei nuovi genitori adottivi, il cucciolo dormirà tutta la notte e riuscirà a trattenere più facilmente urine e feci sino al mattino successivo (se isolato dal gruppo invece si sveglierà di frequente ed evacuerà ad ogni risveglio). Anche qui l'uso di feromoni di appagamento favorirà un sonno più tranquillo.
  • Somministrare al cucciolo almeno tre pasti al giorno: la ciotola dovrà essere messa a disposizione al termine della colazione, del pranzo e della cena dei proprietari, e lasciata in sede al massimo per 20 minuti, al termine dei quali andrà rimossa (anche se ancora mezza piena) e ripresentata solo al pasto successivo.
  • Per incoraggiare le evacuazioni nell'ambiente esterno, è necessario condurre il cucciolo in passeggiata più volte al giorno (dopo ogni pasto, al risveglio dai sonnellini e dopo un gioco prolungato), ricompensando ogni evacuazione correttamente eseguita. Da questo punto di vista bisogna ricordare che il cucciolo, fino al quarto mese di vita, non è in grado di trattenere le deiezioni! Si sconsiglia invece l'uso di giornali o altri substrati in casa, perché altrimenti potrebbe crearsi un doppio apprendimento e il cucciolo si sentirebbe autorizzato di conseguenza a continuare ad evacuare in casa anche in seguito.
  • Condurre il cucciolo in passeggiata in città e in campagna anche se il programma vaccinale non è ancora terminato. Ovviamente cercando di evitare le zone frequentate da un gran numero di cani, per ridurre il rischio di trasmissione di malattie virali e batteriche.
  • Visitare almeno due volte alla settimana un luogo molto rumoroso e frequentato da molte persone (come ad esempio una stazione ferroviaria o un mercato o il centro cittadino di sabato pomeriggio) per abituare il cucciolo a tali situazioni, in modo che da adulto non si spaventi senza motivo.
  • Incoraggiare il cucciolo ad avvicinarsi ad altri cani (di qualsiasi taglia, età e sesso) e ad interagire con loro. Così facendo lo si aiuta a perfezionare la comunicazione tra cospecifici e soprattutto i rituali sociali, in particolar modo se le interazioni avvengono in libertà (ad esempio in un parco).
  • Favorire il contatto tra cucciolo ed esseri umani (anche qui di qualsiasi età, razza e sesso) per lo stesso motivo visto sopra.
  • L'apprendimento del cucciolo avviene grazie all'uso di premi (carezze, voce dolce, cibo) e delle punizioni, che però riproducano il comportamento materno (ad esempio la compressione della mano sulla collottola, fino all'ottenimento del rilassamento del cucciolo).
  • Il premio deve essere somministrato puntualmente al termine dell'azione desiderata (come ad esempio l'emissione in ambiente esterno di feci e/o urine, l'avvicinamento in risposta al richiamo, ecc.) La punizione deve essere inferta durante l'azione indesiderata (mai a posteriori) e...interrotta, appena il cucciolo assume la postura di sottomissione (a pancia all'aria, sdraiato su un fianco, acquattato a terra).
  • Va ricordato infatti che un cane non riesce a collegare un premio o una punizione con un'azione effettuata in precedenza, tramite un meccanismo di causa/effetto.
  • Infine per favorire l'avvicinamento del cucciolo quando chiamato, è necessario accucciarsi e usare un tono di voce gradevole, dolce e suadente e appena arriva va ricompensato. Infatti il cucciolo non sa all'inizio né che deve venire quando chiamato, né che deve arrivare al primo richiamo...pertanto sgridarlo, se dovesse ritardare, significa punire il cucciolo che si è avvicinato al proprietario. Come conseguenza otterremmo che ad ogni richiamo tenderà ad allontanarsi sempre di più.

sabato 1 novembre 2008

La proposta di Federfauna contro l'importazione illegale di cuccioli

Nel giorno di Ognissanti ho deciso di trattare un argomento un po' spinoso e complesso, d'altronde già trattato parzialmente in un mio precedente post, ovvero quello del commercio illegale dei cuccioli di razza che purtroppo ancora non è stato sufficientemente preso sul serio, dato che continua ad essere in costante e progressiva espansione nonostante l'aria di crisi generale...
A tal proposito è di qualche giorno fa una proposta di Federfauna per contrastare la pratica dell'introduzione irregolare di animali da compagnia a fini commerciali.
Una pratica in aumento - secondo l'organizzazione- anche a causa di "ostacoli obiettivamente non necessari alle forme legali di introduzione, con la tragica conseguenza di lasciare ancora più spazio d'azione agli illegali".
In sostanza la legge, oltre a fissare dei limiti, dovrebbe anche dare certezze e per combattere il mercato nero è necessario semplificare quello legale.
Federfauna, la confederazione delle associazioni degli allevatori, commercianti e detentori di animali, ha scritto al Sottosegretario Martini una nota propositiva, indirizzata per conoscenza anche all'ANMVI e alla LAV.

Il Segretario Generale di Federfauna, Massimiliano Filippi, scrive che "se non si cercherà di uniformare il più possibile le caratteristiche richieste per i cuccioli introdotti da altri Paesi comunitari a quelle richieste per i cuccioli nati in Italia, sarà sempre maggiore il ricorso, da parte di commercianti impossibilitati ad approvvigionarsi tramite i canali regolari, ad animali introdotti irregolarmente e messi sul mercato come italiani perché questi, una volta passata la frontiera, non richiedono vincoli, non richiedono titolazione per rabbia, anzi nemmeno la vaccinazione e possono essere ceduti a due mesi anziché quasi a quattro".
A quanto detto Federfauna aggiunge che "la produzione italiana non è sufficiente per sopperire alla richiesta di mercato" e che "chi vuole un cucciolo di razza non si adatterà mai ad adottare un adulto meticcio proveniente da un canile".
La proposta è dunque la seguente: rispettare il Regolamento 998/2003 esattamente come è scritto, il che vuol dire cuccioli introducibili a tre mesi (non tre mesi e 21 giorni), microchip, passaporto, una vaccinazione antirabbica (non una più un richiamo) effettuata 21 giorni prima della movimentazione e, solo nei casi di effettivo rischio, la titolazione anticorpale e, comunque mai a destinazione.
Per completare il tutto, a vantaggio anche di chi effettua i controlli, prevedere dei parametri certi e non interpretabili per determinare l'età dei cuccioli ad esempio, come è già stato fatto in Francia, stabilire il peso minimo per ciascuna razza al di sotto del quale gli animali non possono essere commercializzati o, più semplicemente, rendere ufficiale il parametro del "primo premolare" che, a seconda che sia o meno spuntato, offre la possibilità oggettiva di verificare se il cucciolo sia più vicino ai tre mesi o a 1,5 mesi.
Se quest'ultimo criterio - conclude Filippi- venisse poi applicato a tutti i cani, nazionali compresi, ne gioverebbero tutti, anche gli animali stessi."
Mi perdoni il signor Massimiliano Filippi, ma a me dà tanto l'impressione del classico lupo travestito da agnello.
Si perché, sebbene sotto certi punti di vista la proposta sembrerebbe ottima e animata dalle migliori intenzioni, non va dimenticato però, a mio giudizio, lo spirito che sta alla base di tutto ciò e che stride maggiormente con tutto questo bel parlare e cioè che si consideri normale il commercio di esseri viventi, il che determina ovviamente tutto ciò che ne consegue, comprese le situazioni aberranti per cui dei poveri cuccioli vengono trattati come merce,
strappati dalla madre e dai fratellini in età esageratamente precoce (ovvero anche prima che abbiano ultimato lo svezzamento), stipati come sardine al buio, senza acqua né cibo oltre che in condizioni precarie dal punto di vista igienico-sanitario e trasportati a distanze anche notevoli, pur di portare a termine un buon affare, che è poi quel che davvero interessa ad ogni commerciante!
E' bene sapere infatti che un certo numero di allevatori, pur esponendo il simbolo di riconoscimento ENCI, sono soliti importare cuccioli dall'est, acquistarli all'ingrosso o addirittura da privati tramite annunci "compro e vendo cuccioli di qualsiasi razza" in Italia e all'estero.
Diffidate pertanto da qualsiasi allevatore che possa procurarvi cani di ogni razza su richiesta e in ogni momento!
E' infine necessario sapere che purtroppo non esistono negozi "seri", anche se ben pubblicizzati, anche se segnalati da veterinari (spesso complici): i cuccioli venduti nei negozi infatti, tralasciando gli aspetti etici, sono spesso delle vere e proprie frodi in commercio, passibili di denuncia alla Guardia di Finanza, dal momento che è frequente che il tanto sbandierato pedigree di cui vantano il possesso, ma la cui consegna guarda caso è sempre procrastinata con varie scuse a data da destinarsi, in realtà poi non venga mai consegnato, oppure risulti addirittura falsificato.
Sono molti difatti i negozi che contattano allevatori chiedendo di acquistare pedigree fino a trovarne di compiacenti che assecondino la loro richiesta...
Senza contare poi i libretti sanitari redatti in serie senza nome, né data di nascita o numero di microchip, con apposta magari la sola etichetta del primo vaccino (di solito effettuato prima del compimento del secondo mese d'età) per far salire il valore economico del cucciolo in vendita!
Insomma questo mondo dei cani di razza è spesso disseminato di situazioni poco lecite se non proprio illegali e attira di frequente personaggi poco onesti e senza scrupolo, pronti a far affari d'oro sulla pelle di cuccioli indifesi, la cui unica colpa è quella di appartenere magari alla razza di moda, perché lanciata dall'ultimo film o cartone di turno.
So che scrivendo queste cose probabilmente mi attirerò l'antipatia e il dissenso di molti, ma per concludere dirò che dovremmo farci tutti un bell'esame di coscienza e scoraggiare questo vergognoso commercio semplicemente smettendo di comprare cani di razza da negozi e allevatori senza scrupoli.
Se proprio desideriamo un cane, rivolgiamoci invece a canili e associazioni che pullulano di creature bisognose di affetto e di cure proprio perché guarda caso abbandonati magari da quelle persone che li avevano presi da cuccioli per farne un regalo di Natale o di compleanno al proprio figlio o alla propria ragazza, senza considerare che quello che stavano regalando era un altro essere vivente con tutto il carico di responsabilità ed impegno correlati.
Insomma cerchiamo di essere meno superficiali quando decidiamo di prenderci cura di un'altra vita e prima di farlo chiediamoci se siamo realmente in grado di farlo sia dal punto di vista economico che in termini di disponibilità di tempo e di energie: forse così ci saranno meno cani in giro, ma di sicuro quelli che vedremo saranno più sani da tutti i punti di vista e soprattutto più felici e rispettati!