Visualizzazione post con etichetta interpretazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta interpretazione. Mostra tutti i post

lunedì 8 giugno 2009

Astrologia: biografia e tema natale di Marguerite Yourcenar

Oggi, in occasione dell'argomento astrologico vorrei parlare della vita e del tema natale della scrittrice di origine franco-belga, resa famosa dal suo romanzo "Mémoires d'Hadrien", nata con l'altisonante nome di Marguerite Antoinette Jeanne Marie Ghislane Cleenewerk de Crayencour (a tradire il suo lignaggio aristocratico) proprio l'8 giugno del 1903 a Bruxelles, attorno alle 8 del mattino, come lei stessa scrive: "L’essere che chiamo “io” venne al mondo un certo lunedì 8 giugno 1903 verso le otto del mattino a Bruxelles; nasceva da un francese… e da una belga… quella creatura di sesso femminile, già presa nelle coordinate dell’era cristiana e dell’Europa del XX secolo, quel pezzetto di carne rosea piangente in una culla azzurra…."Dunque astrologicamente parlando nasce come Gemelli ascendente Leone e con una enfatizzata Luna in Scorpione in quarta casa (riceve soltanto aspetti armonici rispettivamente da Venere in Cancro e da Giove in Pesci): indice di una femminilità amazzonica, androgina e conturbante, in cui gli occhi blu di celtica origine tanta parte ebbero nel regalarle un fascino magnetico e uno charme unico che fecero di lei una seduttrice nata (Luna in Scorpione).Discendente di una famiglia di antica nobiltà, cosa che ben si sposa col suo regale e orgoglioso ascendente Leone (il padre è Michel de Cleenewerck de Crayencour, un ricco proprietario terriero da poco stabilitosi a Lille, e la madre è Fernande de Cartier de Marchienne, aristocratica di origine belga, che muore pochi giorni dopo aver dato alla luce l'unica figlia), non ha mai fatto vanto di questi nobili natali; al massimo in qualche occasione ha tradito un certo snobismo di fondo ed una innocua civetteria che la portò ad esempio a non farsi ritrarre quasi mai con gli occhiali, nonostante fosse miope, difetti tipici d'altronde del suo segno di nascita.
Nonostante la perdita della madre appena nata, stroncata dalla setticemia e dalla peritonite, l'ottima Luna (simbolo dell'infanzia e del materno) ci dice che la cosa l'ha turbata sino ad un certo punto, forse perché troppo piccola per essersene resa davvero conto, o forse anche perché il padre Michel, anticonformista (Sole in undicesima casa) e grande viaggiatore, non le ha mai fatto mancare tutte le attenzioni del caso sin dai primi anni della sua vita.
Il padre infatti la portò con sé nei suoi viaggi e ne curò personalmente l'educazione nella vasta tenuta familiare, immersa nella bellezza della campagna francese, della villa di Mont Noir, nell'estremo nord della Francia, governata dalla nonna paterna, la quale almeno sino al 1909 (anno della sua morte e conseguentemente della vendita della proprietà) supplì in qualche modo all'assenza della figura materna, anche se non dal punto di vista affettivo (Venere/affetti opposta a Saturno/privazione) e dove imparò l'amore ed il rispetto per la natura e gli animali.Assieme al padre dunque conobbe e frequentò da subito ambienti geografici diversi (Bruxelles, Lille, Mont Noir, l'Olanda, Parigi e il Midi francese e successivamente anche la Svizzera, Londra e l'Inghilterra) e ciò, oltre ad imprimerle il desiderio instancabile di viaggiare (dato quell'insaziabile Giove leso in nona casa), contribuì a sviluppare nella piccola Marguerite un'ampia e profonda curiosità culturale e la capacità di assaporare il piacere per l'avventura e per la libertà (tipici d'altronde dello stellium in undicesima casa-Gemelli) che caratterizzarono tutta la sua vita.
D'altro canto Marguerite dimostrò precocemente un'estrema curiosità, viva intelligenza, nonché una sfrenata sete di cultura, tutte caratteristiche tipiche del suo segno di nascita (dove oltre al Sole, ha anche Mercurio e Plutone tutti congiunti fra loro, ad indicare l'estrema fertilità della sua produzione letteraria): lettrice precoce, a soli 8 anni si interessò alle opere di Racine e Aristofane, imparando con l'aiuto di un precettore il latino a 10 anni e il greco a dodici e, da sola, a leggere i poeti italiani in lingua!
Spesso il padre la lascia sola (Venere/affetti in dodicesima/solitudine, opposta a Saturno/privazione), ma questo non fa che aumentare la sua dedizione agli studi (Saturno-Aquario è riscattato da un bel trigono a Mercurio-Gemelli) tanto che nel 1918, rientrati in Francia dopo un soggiorno in Inghilterra (dove ebbe modo di imparare anche l'inglese) in conseguenza del primo conflitto mondiale, Marguerite, senza aver mai messo piede in un'aula scolastica, si diploma in filosofia all'Università di Aix-en-Provence e nel 1919 ottiene il baccalaureato di latino e greco a Nizza, componendo a 17 anni il suo primo poema dialogato, ispirato alla leggenda di Icaro, col titolo di "Il giardino delle Chimere" dedicato al padre, e successivamente "Gli dei non sono morti", tributo all'antichità mitologica, dedicato all'amica Christine Havelt, pubblicati (con l'aiuto del padre) rispettivamente nel 1921 e nel 1924.
Fu proprio in queste due occasioni che per la prima volta usò, anagrammando il suo cognome (la passione per gli enigmi e i giochi di parole sono tipicamente Gemelli), quello pseudonimo che diverrà in seguito il suo vero nome. Proprio in quegli anni (esattamente il 1922) le accadde di assistere a Roma all'avvento del fascismo e di Mussolini, raccogliendo le prime impressioni che la porteranno a tracciare la bozza iniziale di quello che sarà poi il romanzo definitivo "Moneta del sogno" (portato a termine nel 1935 e pubblicato nel 1936), in cui espresse, prima in Europa, la sua contrarietà nei confronti del fascismo, sotto forma della storia di un attentato fallito contro Mussolini.
La passione per la storia dell'antica Roma imperiale la portò a visitare i siti archeologici italiani più importanti (la sua Venere in Cancro esprime benissimo ad un tempo sia la passione per la storia che per la letteratura, inoltre è in trigono alla Luna-Scorpione-quarta casa, che indica l'importanza assunta della memoria e l'enorme fiuto psicologico nel sondare l'animo umano).Nel 1924 a Tivoli visitò per la prima volta Villa Adriana, da cui trasse lo spunto per le sue iniziali ricerche sulla vita dell'imperatore romano, e cominciò a prendere i primi appunti per le "Mémoires d'Hadrien", quello che sarà il suo capolavoro e la cui stesura, a più riprese, la impegnerà per quasi 3 decenni.
Questo modo di lavorare alla maggior parte dei suoi romanzi, caratterizzato da molteplici interruzioni e successive riprese, magari terminando di getto ciò che era rimasto per tanto tempo incompiuto, è fondamentalmente indicato dalla presenza di Marte-Bilancia-terza casa, che esprime proprio la frammentarietà e un ritmo altalenante nello scrivere associati ad una vera e propria mania di perfezionismo.
Memorie di Adriano è un romanzo di ambientazione storica, scritto in forma di epistola, una sorta di testamento morale al suo successore (Marco Aurelio) dove Adriano, segnato dalla crisi personale come imperatore alla fine della sua vita, traccia un bilancio della stessa ed è altresì testimone del crepuscolo dell'Impero, avviato, come lui, verso una fine annunciata.
Con la sua Luna/Scorpione/quarta casa Marguerite riesce a sondare, alla stregua di un'archeologa dell'anima e della memoria, i recessi più nascosti e i lati più umani di quest'uomo del II secolo d.C., riconducendolo ad una dimensione universale, che è poi quella dell'uomo di tutti i tempi, posto di fronte alla solitudine della morte imminente.
Il soggiorno in Italia di quegli anni le fu di ispirazione anche per il racconto "Anna soror", dove narra la storia di un amore incestuoso tra un fratello ed una sorella, ambientato nella Napoli del '600: ancora una volta sceglie la veste di romanzo storico per scandagliare tutte le emozioni umane, anche quelle moralmente più controverse ed imbarazzanti (Luna-Scorpione trigono a Venere-Cancro).
Altro paese meta frequente dei suoi viaggi fu la Grecia, culla della cultura classica che tanto amava, alla ricerca di quei luoghi cantati nei poemi omerici e dove ritroverà quelle atmosfere conosciute sui testi dei lirici greci prima e nelle traduzioni delle poesie del contemporaneo Kavafis poi, con quel sentimento di giustapposizione continua del presente e del passato che la caratterizza come autrice, in una visione delle cose che mentre continuano a scorrere giungono ad un tempo che confina con l'eterno: attualità e passato, presente e futuro si intersecano e convergono fondendosi in un mondo reso eterno dalle sue opere.
Tra l'agosto del 1927 e il settembre del 1928 da alla luce a Losanna il corto intitolato "Alexis o il trattato della lotta vana", la sua prima opera pubblicata non a proprie spese nel 1929 e che rappresenta l'inizio della sua carriera come scrittrice di fama internazionale, in cui tradisce le frequentazioni delle opere di André Gide, trattando per la prima volta con estrema delicatezza il tema dell'omosessualità: si tratta di una lettera indirizzata dal protagonista alla moglie, in cui confessa le sue inclinazione e i motivi che lo hanno spinto a lasciarla (a parte Gide e Proust, nessuno prima aveva avuto il coraggio di affrontare tale argomento così esplicitamente).Va detto che il tema della separazione dagli affetti più cari ricorre nelle sue opere, così come nella sua vita, abbastanza frequentemente, in sintonia con quel Saturno al discendente opposto a Venere, che pone l'accento proprio sulle separazioni, le vedovanze e la privazione dei legami affettivi per cause esterne o per volontà del soggetto.Nel 1928 anche il padre, che due anni prima aveva sposato Christine Havelt, morì lasciandole come contropartita alla perdita di un affetto così importante, una libertà impensabile per quei tempi e soprattutto una cospicua eredità, che le consentì di non avere problemi economici, almeno fino al 1940. Dal 1932 al 1936 pubblica oltre al romanzo "Le Denier du rêve" ovvero la Moneta del sogno (di cui si è detto) ambientato nell'Italia dell'epoca, anche "Feux" (Fuochi), una raccolta di prose liriche ispirata all'amore non corrisposto per il suo giovane editore: André Fraigneau.Nel 1934 conosce, in uno dei suoi viaggi in Grecia, Andreas Embirikos, poeta surrealista e primo psicanalista greco, di cui si innamora, ancora una volta non corrisposta, dando luogo ad un'amicizia platonica a sfondo intellettuale, seppur con notevoli alti e bassi.
Nel 1937, durante un suo soggiorno a Londra, incontra la scrittrice Virgina Woolf, di cui aveva appena tradotto il romanzo The Waves (Le Onde), e al suo ritorno a Parigi, conosce presso l'Hotel Wagram dove alloggiava, Grace Frick, sua coetanea, insegnante ed intellettuale americana che diverrà la sua compagna di vita e di lavoro per oltre 40 anni, su invito della quale parte per gli Stati Uniti.

Nel 1936 torna in Europa e a Capri comporrà "Le Coup de grâce", nelle cui vicende affettive dei protagonisti trasfonderà gran parte dei drammi amorosi vissuti da lei stessa in quel periodo. Si tratta di una delle opere più raffinate e meglio costruite dell'intera produzione yourcenariana, diventato film nel 1976 con la regia di Schloendorff, in cui protagonisti sono alcuni esponenti del ceto aristocratico in declino, minacciato dall'avanzata bolscevica nei paesi baltici, e che uscirà solo nel 1939.Nello stesso anno, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, ma soprattutto per seguire l'amata Grace, senza la quale non riesce più a vivere, tornerà definitivamente negli Stati Uniti, dove prenderà la sua terza cittadinanza (dopo la francese e la belga) nel 1947.

Inizia così per la scrittrice un decennio fatto di stenti e di privazioni, in quanto le sarà impossibile accedere al suo patrimonio, congelato sino al 1948 a Losanna, come tutti i suoi beni personali ivi lasciati alla partenza per gli Stati Uniti.In questo periodo, abbandonato il suo lavoro di scrittrice, partecipò a conferenze, scrisse su numerose riviste, collaborò alla stesura di alcune opere teatrali e si dedicò all'insegnamento del francese all'Università di New York: furono tutte attività che le permisero di superare quegli anni di gravi difficoltà economiche, anche se lei stessa li definisce anni di "vita immobile" poiché non poté viaggiare come avrebbe invece voluto continuare a fare.


Il suo temperamento indipendente e libero la spinse però ad impegnarsi nella battaglia degli intellettuali americani contro il Ku-Klux-Klan, a partecipare a lotte ambientaliste, in particolare contro l'uccisione delle balene, e a sostenere la causa del femminismo, pur non approvandone le manifestazioni più estreme.
Nel 1942 fece visita per la prima volta a Mount Desert Island, nello stato del Maine (East Coast) dove sei anni più tardi comprerà, assieme a Grace, quella che diventerà la loro residenza: la villa Petite Plaisance. Solo nel 1951 riprenderà a viaggiare, facendo ritorno in Europa, mentre alla fine dell'anno uscirà finalmente "Memorie di Adriano", finito di scrivere nella sua nuova casa, e che otterrà il premio Femina-Vacaresco l'anno seguente, seguito da un successo di proporzioni inimmaginabili per la stessa scrittrice. Grazie a ciò ella tornerà così finalmente alla pratica esclusiva della scrittura nella sua nuova proprietà.
Nel 1956 inizierà il libro L'Opera al nero (uscito poi nel 1968, ottenendo immediatamente un ulteriore premio Femina) altro capolavoro dell'autrice, dove ancora una volta siamo di fronte ad un romanzo storico in chiave biografica, in cui il protagonista maschile, Zenone (questa volta di fantasia, ma ugualmente credibile grazie alla fedeltà storica e al rigore filologico) è uno scienziato-alchimista che agisce nell'Europa rinascimentale del XVI secolo.
Ricordiamo che in alchimia, con opera in nero (nigredum) si intende la fase di dissoluzione della materia e, simbolicamente, il momento fondamentale in cui un essere tenta di liberarsi dei suoi pregiudizi e si mette in cerca della sua verità. Grazie a questo nuovo successo, Marguerite è eletta tra i membri stranieri dell'Accademia reale belga e riceve a Parigi la Légion d'honneur.
Gli anni che seguono si caratterizzano per una irrefrenabile ansietà di conoscenza che la porterà a viaggiare instancabilmente alla volta delle mete più disparate: Grecia, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Portogallo, Spagna, Russia, Islanda, Egitto, India, Giappone solo per citarne alcuni, fermandosi solo negli anni della malattia della sua amata Grace, tra il 1971 e il 1979, anno in cui morì in seguito ad un tumore.
Fu una pausa che le permise anche di continuare la scrittura della trilogia autobiografica intitolata "Il labirinto del mondo" suddivisa in "Care memorie"(1974), "Archivi del Nord"(1977), e "Quoi? L'Eternité" (pubblicato postumo nel 1988). In queste opere la scrittrice narra le vicende della propria famiglia, ma solo per inserirle nella più ampia storia del secolo.
In ogni caso tutto il suo percorso artistico-letterario vede la scrittura alla stessa stregua della necessità di muoversi e cambiare ambiente viaggiando, come un bisogno irrinunciabile, un mezzo attraverso cui esprimersi, uno specchio in cui ritrovarsi e conoscere se stessa e il mondo, espletando così a pieno la sua appartenenza al segno dei Gemelli, e i suoi libri rappresentano quei figli che per scelta o per destino non ebbe mai (Plutone-fertilità/creatività in undicesima casa-equilibrio/moderazione/rinuncia opposto ad Urano-volontà/tecnica/opportunismo in quinta casa-eccessi/riproduzione/consumismo): il rifiuto per la maternità era legato anche al suo orrore per la sovrappopolazione mondiale.
Se da una parte la scrittrice, già da giovanissima, frequentava i bar lesbici di Parigi, il "Thé Columbin" in rue Mont-Thabot e il "Wagram" in rue Rivoli al 208, dall'altra ha sempre nascosto, agli occhi della società, la sua vita sessuale (Venere-dodicesima casa trigono alla Luna/Scorpione) e la stessa Venere/dodicesima la portava ad affermare che "forse, ironia della sorte, le relazioni clandestine sono le più felici", motivo per cui in vita definiva Grace Frick come "l'amica con cui divido la casa", "la mia traduttrice americana" o "la mia segretaria" e quando poi morì di cancro, cercherà, almeno pubblicamente, di negare e di cancellare la compagna di tutta una vita.
Nel 1980 a 77 anni la Yourcenar viene nominata Accademico di Francia: è la prima volta che una donna entra a far parte dell'Académie Française, (un’istituzione letteraria creata dal cardinale Richelieu nel 1635 e che impone un numero massimo di 40 soci) e contemporaneamente riprende a viaggiare (Gemelli eterno adolescente sempre in movimento) assieme a Jerry Wilson, un bellissimo giovane studente americano di soli 30 anni, molto inserito nell'ambiente gay, per cui perse la testa e che sarà il compagno degli ultimi anni della sua vita, ma che riuscì comunque a morire un anno prima di lei, lasciandola ancora una volta affettivamente sola, come vuole quella sua Venere in dodicesima opposta al suo Saturno in settima.
Nel 1982 venne eletta all'Accademia Americana di Arti e Lettere. Sempre nello stesso anno pubblicò un libro di tre racconti storici dal titolo "Come l'acqua che scorre" (che comprendeva oltre ad Anna soror, anche L'uomo oscuro e Una bella mattina) ambientati tutti nel '600; nel 1983 pubblicò un'altra parte di sue produzioni saggistiche che chiamò "Il tempo, grande scultore" dal titolo di un breve brano contenuto in questa raccolta di παραλιπόμενα, in cui la grande scrittrice riflette sul destino delle opere scultoree in pietra, e sulla loro natura di breve intermezzo tra un'eternità trascorsa in forma di roccia ed una seconda eternità consumata sotto forma di rovina, paragonando la pietra al destino della vita umana che viene anch'essa lavorata dal tempo mediante la tecnica della sottrazione.
Infine compì nuovamente altri viaggi in Giappone, Thailandia, India, Kenia e ancora Grecia, Italia, Francia e Canada. Nell'ultima parte della sua vita abbracciò il credo buddista (Nettuno in undicesima casa) col rispetto per l'ambiente e la natura in tutte le sue forme, animali compresi, tipico di questa religione che le farà dire: «Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senz'acqua dirette al macello...»Lo stesso anno in cui si ammalò Wilson, Marguerite Yourcenar dovette subire un'operazione a cuore aperto con impianto di cinque by-pass coronarici. Tanto è vero che quando l’8 febbraio 1986 morì a Parigi il suo amato Jerry Wilson, la Yourcenar non poté raggiungerlo come avrebbe voluto, a causa del cattivo stato della sua salute.Marguerite Yourcenar morì per un’emorragia cerebrale presso l'ospedale Bar Harbor di Mount Desert il 17 dicembre 1987, a 84 anni.
Le parole conclusive del suo Memorie di Adriano, rispecchiano in pieno il coraggio del suo ascendente Leone, quando fa dire all'imperatore, nel momento della sua fine: "..Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti..." e possiamo star certi che pure lei, al momento del trapasso, avrà fatto altrettanto.
Per sua volontà venne cremata e le sue ceneri vennero deposte nel piccolo cimitero di Somesville, nell'isola di Mount Desert Island (Maine), poco lontano dalla sua residenza Petite Plaisance, accanto alla tomba dell'amica Grace Frick.
Poco più in là possiamo trovare una lapide che indica il luogo della sepoltura di Jerry Wilson.
Di lei tutto si potrà dire tranne che non abbia vissuto intensamente, vivendo comunque e sempre libera sino alla fine, nonostante tutte le costrizioni ed i limiti imposti dalla società, in piena sintonia coi suoi valori undicesima casa ed in perfetta armonia col suo energetico ascendente.

mercoledì 6 maggio 2009

Astrologia: biografia ed interpretazione del tema natale di Sigmund Freud

Dopo un prolungato silenzio dovuto a vari motivi, tra cui non ultima la mancanza d'ispirazione, vorrei dar inizio con l'odierno post di argomento astrologico, ad una sorta di esercizi interpretativi, prendendo in considerazione di volta in volta personaggi noti, nati proprio il giorno in cui scrivo ed illustrandone, attraverso la biografia, le principali caratteristiche ed i tratti salienti del loro carattere, ponendoli in correlazione coi significanti astrologici del loro tema natale.
Riconosco che il progetto è alquanto ambizioso e ancora non so se alla mia portata, ma voglio ugualmente provarci, non sia altro che per far capire, nel mio piccolo, in cosa consiste l'arte interpretativa, che non è mai semplice o ovvia e richiede notevole impegno e serietà.
Comincerò quindi oggi col parlare del padre della psicanalisi: Sigmund Freud, conosciuto anche da chi non si interessa di tale scienza, che dalla sua origine ad oggi tanti progressi ha fatto e tanti ancora ne farà.
Freud è noto principalmente per aver elaborato teorie originali ed innovative, su cui si basa tutta la moderna psicanalisi, disciplina al confine tra biologia, antropologia, medicina e filosofia, secondo cui l'inconscio esercita influssi determinanti sul comportamento e sul pensiero umano, e di conseguenza sulle interazioni tra gli individui.
Tali teorie si caratterizzano inoltre per l'importanza fondamentale data all'impulso sessuale e alle sue relazioni con l'inconscio, nei processi interpretativi, cosa che susciterà non poche opposizioni e contestazioni da parte dei contemporanei, inclusi gli stessi allievi, come Jung, Adler ed altri che, distaccandosi da quella freudiana, daranno poi origine ad altrettante scuole psicanalitiche, contribuendo allo sviluppo di questa insostituibile disciplina.
Su Freud e sul suo lavoro sono stati scritti fiumi e fiumi d'inchiostro, ma non finirà mai di suscitare interesse, proprio per essere stato un pioniere nel dar inizio all'affascinante viaggio di esplorazione della psiche umana ed aver sdoganato argomenti che prima d'allora venivano considerati veri e propri tabù anche nel mondo scientifico ed accademico, così come vuole il suo rivoluzionario e dissacrante ascendente Scorpione.
Freud nasce il 6 Maggio 1856 a Freiberg, in Moravia, città allora dominata dall'impero asburgico (oggi Příbor, nella Repubblica Ceca), alle 18:30, pertanto il suo tema natale è fortemente caratterizzato dalla presenza di ben 4 pianeti (Plutone, Sole, Urano e Mercurio) nel segno del Toro e dall'Ascendente in Scorpione (con Luna e Saturno in Gemelli ed in Ottava casa, cosignificante dell'ottavo segno): l'asse Toro/Scorpione in astrologia simboleggia proprio la dinamica dei due stadi, orale (Toro) e anale (Scorpione), nonché i conflitti tra i due grandi principi, Eros (Toro) e Tanathos (Scorpione), così ben teorizzati ed approfonditi dallo stesso Freud, che per primo ha avuto il merito di spiegarli all'umanità.
La sua è una tipica famiglia di commercianti di origine ebrea: il padre Jacob, commerciava in lana, ma non fu certo esageratamente tradizionalista (così come vuole l'anticonvenzionale casa quarta in Aquario e in cui cade lo stesso Nettuno, pianeta dello sperimentalismo).
Nel 1860, quando Sigmund aveva solo 4 anni, Jacob si trasferisce a Vienna con tutta la famiglia a causa della crisi economica.
Con la nascita del fratello Julius, Sigmund, come racconterà poi lui stesso, perde l'esclusività dell'affetto dei genitori e ciò lo rende fortemente geloso (problematica, quella della gelosia, molto sentita dai nativi del secondo segno, allo stesso tempo possessivo ed edonista).
Purtroppo a soli otto mesi di età il fratellino muore e questo evento segnerà fortemente il nostro Sigmund, che proverà un'incredibile vergogna per averlo odiato (i forti sentimenti, anche negativi, sono peculiari dell'Ascendente Scorpione), colpevolizzandosi per l'accaduto (il tormento e il senso di colpa sono ancora tipicamente scorpionici), in quanto si convinse che i suoi cattivi pensieri fossero stati la causa della sua morte: il binomio morte/infanzia è rintracciabile nella presenza della sua Luna in Gemelli ed in ottava casa, quadrata al suo Nettuno in Pesci in quarta casa (la famiglia), costellazione che verrà riattivata, con tutto l'immenso bagaglio di dolore, in occasione della precoce perdita del nipote molti anni più tardi.
A 9 anni entra al Ginnasio dove presto si mette in luce divenendo il primo della classe, diplomandosi col massimo dei voti, come vuole il suo bel Mercurio (pianeta che presiede all'intelletto e agli studi), che nel suo oroscopo riceve solo aspetti positivi (in settima casa, congiunto ad Urano, semisestile a Saturno, sestile a Giove e trigono a Marte) ed i suoi valori Gemelli/ottava casa che, seppur caratterizzati da aspetti conflittuali, gli donano lucide e profonde qualità intellettuali e di concentrazione, accompagnate da una forte pragmaticità non disgiunta da uno spirito critico dissacrante e rivoluzionario (dato dall' Asc. Scorpione).
Nel 1873, all'età di 17 anni, entra all'Università di Vienna, in cui, già in quel periodo, iniziano ad esser presenti forti componenti antisemitiche, tali da costituire spesso un ostacolo per il nostro; ma che non riusciranno comunque mai a limitarne la libertà di pensiero.
Qui conosce personalità del calibro di Ernest von Brücke (fisiologo), Hermann Helmotz (fisico), Franz Brentano (filosofo) e molti altri ancora.
Nel 1881 si laurea finalmente in medicina, disciplina molto confacente al suo segno di nascita, (che mette al primo posto la salute mentale e fisica come condizioni indissolubili per la serenità e l'equilibrio interiori), e alla sua Venere in sesta casa (pianeta che simboleggia la salute, nella casa del lavoro e del quotidiano), e quindi lavora per un certo periodo nel laboratorio di neurofisiologia diretto da Brücke.
Poi nel 1882, per ragioni economiche (le finanze sono sempre un fattore centrale nella vita di un Toro), avendo conosciuto nel frattempo Marta Bernays che poi diverrà sua moglie, abbandona la ricerca scientifica e si dedica alla professione medica, più redditizia, lavorando per 3 anni nell'Ospedale generale di Vienna, seguendo pazienti con turbe psichiatriche e specializzandosi in neurologia.
Dal punto di vista astrologico il quadrato Luna/Gemelli/ottava casa-Nettuno/Pesci/quarta casa ci fa capire quanto certe tematiche (le nevrosi originatesi in famiglia) lo toccassero in prima persona: evidentemente lui stesso percepiva il difficile e fragile equilibrio della mente umana, che in determinate circostanze si viene a spezzare troppo facilmente.
Inoltre tutte le forme di dipendenza che caratterizzarono la sua vita, dalla cocaina al fumo (fu un accanito fumatore di sigari sino alla morte), sono indicate nel suo oroscopo proprio da quel Nettuno in Pesci pesantemente segnato dalla quadratura alla Luna in Gemelli oltre che dal suo Giove leso in quinta, che lo rendeva un edonista insaziabile.
Tra il 1883 e il 1885 la sua attività di clinico e di ricercatore lo porta ad effettuare una serie di studi e scoperte (tra cui gli effetti anestetici della cocaina, il funzionamento di una parte del cervello ed innovativi metodi terapeutici basati appunto sulle sue teorie).
Ricordiamo qui per inciso che Freud si caratterizzò per la fortissima ambizione intellettuale (come vuole il suo Saturno in Gemelli), dotato di un'ottima capacità dialettica (Mercurio trigono a Marte) ma nello stesso tempo poco portato ad accettare critiche e contestazioni al suo pensiero (tenace chiusura ed immobilismo autodifensivo tipici del Toro, rafforzati ulteriormente dai duri aspetti di quadratura di Saturno a Marte e Giove).
Le sue innegabili e brillanti qualità intellettuali sono invece ben rappresentate dal bellissimo Mercurio/Toro in settima casa, tra l'altro congiunto ad Urano, segno di razionalità equilibrata da un lucido pragmatismo, ma anche stimolata dalle doti di audacia e di anticonformismo creativo tipicamente scorpioniche.
Nel 1885 ottiene una borsa di studio che gli permetterà di accedere alla leggendaria scuola di neuropatologia della Salpetrière di Parigi, diretta dal celebre Jean Charcot, e proprio conseguentemente all'incontro con lui, Freud cominciò ad interessarsi all'ipnosi, che contribuì alla formazione delle sue prime teorie psicanalitiche, in quanto grazie ad essa iniziò a considerare l'esistenza dei diversi piani di coscienza.
Anche questo rapporto, come tutte le sue amicizie maschili, nasce all'insegna dell'impulsività (come vuole il suo Marte in undicesima casa trigono a Mercurio) e dei comuni interessi scientifici, ma ben presto naufraga per insanabili polemiche e differenze di opinioni, anche a causa di un suo esagerato e sterile rigore intellettuale (Saturno leso in Gemelli) che sfocia spesso in prese di posizione rigide e senza recuperi (Marte/Bilancia quadrato a Saturno e opposto a Giove).
Nel 1886 sposa Martha, coronando finalmente il suo sogno di creare una famiglia stabile e duratura (come vogliono i suoi solidi valori Toro/settima casa).
Assieme avranno 6 figli in 9 anni (3 femmine: Mathilde, Sophie ed Anna, che continuò il suo lavoro, e 3 maschi, ai quali impose i nomi di 3 uomini che segnarono la sua vita: Jean, da Charcot; Oliver, da Cromwell ed Ernst, da Brücke).
Tale prolificità è senz'altro indicata dalla presenza del suo Giove (pianeta dell'abbondanza) in quinta casa (la riproduzione) sestile a Mercurio (i figli) in settima (il matrimonio) dove ha anche il Sole (l'Io virile maschile), in ottimo sestile a Nettuno/quarta casa (la famiglia).
Tra il 1895 e il 1899 scrive il suo libro più importante: "L'interpretazione dei sogni", (pubblicato nel 1900) che segna proprio l'abbandono graduale dell'ipnosi in favore dell'analisi dei sogni e del metodo delle libere associazioni e dunque la nascita della psicanalisi freudiana così come la conosciamo noi oggi.
A partire da allora, il peso che i sogni avranno nell'opera di Freud si farà sempre maggiore, così come l'attenzione e l'approfondimento che lo psicologo dedicherà loro.
Tutto questo portare alla luce ciò che è nascosto nella dimensione onirica e nel subconscio, è rappresentato oltre che dal suo Asc. Scorpione che gli conferisce indubbie doti analitiche per indagare gli abissi dell'animo umano, anche dalla sua potente Luna in ottava casa in Gemelli, che, stimolata dal quadrato a Nettuno, predilige il canale razionale e logico per imbrigliare il mondo della fantasia e dell'intuizione entro confini scientifici.
Questo approccio del tutto singolare non mancherà di suscitare numerose reazioni, per lo più venate di scetticismo se non di aperta denigrazione.
In particolare, vengono prese di mira le sue teorie sulla sessualità, e soprattutto vi furono delle reazioni indignate nei confronti delle scoperte "scandalose" circa le dinamiche della sessualità infantile (ricordiamo la definizione del bambino come "essere perverso-polimorfo" = Luna in ottava casa).
Questo aspetto così importante della vita umana è senz'altro sentito in maniera fortissima dal nostro Freud, grazie alle componenti Toro-Scorpione che segnano il suo oroscopo di nascita, e su di esso baserà gran parte della sua ricerca, senza curarsi più di tanto se per farlo dovrà opporsi alla mentalità retrograda e bigotta che lo circonda, mettendo appunto in evidenza come le pulsioni che stanno alla base della vita siano principalmente di natura sessuale (la famosa libido, ben rappresentata dal suo insaziabile Giove in quinta casa).
Nel 1904 scrive "Psicopatologia della vita quotidiana" che col precedente costituirà la partenza per una prima teoria dell'inconscio basata sulle nozioni di sogno, atto mancato e sintomo nevrotico (di nuovo tutte simbologie legate al quadrato Luna/Gemelli-Nettuno/Pesci).
Nel 1909 viene invitato negli Stati Uniti, a New York, dove nasce per la prima volta l'idea di una internazionale di psicanalisti, che vedrà poi la luce l'anno successivo in Europa.
Nel 1910 infatti partecipa attivamente all'organizzazione del primo Congresso di Psicanalisi a Noriberga, assieme a Jung, Ferenczi, Adler e Stekel e qui espone il suo punto di vista sulle prospettive future della teoria psicoanalitica.
Sempre dello stesso anno è la sua prima psico-biografia: "Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci", un piccolo saggio dove, analizzando un sogno dell'artista che Leonardo stesso riporta come ricordo d'infanzia, in uno scritto arrivato sino a noi, giunge a dare una chiave di lettura della natura enigmatica di Leonardo e della sua fragilità caratteriale.
Nel 1913 diede poi alle stampe "Totem e Tabù" dove indagherà il rapporto col padre, nel mito di Edipo, il parricidio originario, sia a livello antropologico che come genesi di molte nevrosi.
Da questo punto di vista il quadrato a T di Saturno con Giove e Marte (opposti tra loro) nel suo tema natale è fortemente indicativo, denotando una dinamica conflittuale profonda con l'autorità ed una innegabile frustrazione di fondo nella gestione delle componenti paterne introiettate, con cui Freud non riesce a relazionarsi serenamente (per Lisa Morpurgo il Toro è il segno femminile per eccellenza, simbolo della vittoria del Matriarcato sul Patriarcato).
Nel 1920 con "Al di là del principio del piacere" e "L'Io e l'Es" del 1922, inizierà una nuova fase di ricerche, che mettono in gioco il concetto di pulsione di morte e mostrano l'Io come funzione emergente da un crogiuolo di pulsioni, il cui carattere pre-personale Freud esprime con il pronome neutro tedesco "Id" o Es: "la voce della natura nell'animo dell'uomo", una tematica molto cara a tutti i Tori questa del rapporto con madre natura che vede tra gli istinti primari dell'uomo quello sessuale o "libido", fonte di incredibili energie psichiche e dunque all'origine di molte manifestazioni creative della civiltà umana, mediante un processo che egli spiega e definisce col termine di "sublimazione" (probabile traduzione letterale della sua congiunzione Venere/Plutone).
Nel 1926 conosce Albert Einstein con cui assieme, nel 1933, su richiesta della Società delle Nazioni, scriverà un saggio sotto forma di discussione sul perché della guerra dimostrando, al contrario di Einstein, un profondo pragmatismo, (tipico del suo segno di nascita e della congiunzione Sole-Urano), affiancato ad una visione cinica dell'umanità (offerta dal suo Ascendente), affermando l'impossibilità della fine delle guerre, in quanto l'aggressività, fondamento di ogni guerra, è radicata indissolubilmente nell'uomo (e il suo Marte in Bilancia, fortemente leso, in undicesima casa, testimonia egregiamente tale punto di vista freddamente lucido, scanzonato e disilluso circa l'aggressività umana).
Le origini ebree di Freud iniziano a costituire un serio problema nel 1930, anno in cui il suo nome entra nella lista nera degli autori di opere che devono essere mandate al rogo.
Ma nonostante le ripetute minacce e provocazioni ricevute da parte delle S.S., Freud dimostra un incredibile coraggio e sprezzo del pericolo, consono alle sue valenze scorpioniche, ironizzando sull'accaduto con la famosa frase: "A quale grande progresso stiamo assistendo: nel Medio Evo avrebbero bruciato me; oggi si accontentano di bruciare i miei libri...".
La situazione però si aggrava definitivamente a partire dal 1938, anno in cui l'Austria è annessa al Terzo Reich: quattro sorelle di Freud muoiono nei campi di sterminio, mentre la figlia Anna viene sequestrata dalla Gestapo.
Vedendo minacciata l'incolumità dei suoi affetti più cari, che per un Toro sono la vita stessa, pur di preservarli finirà per accettare quello che, per il segno più legato in assoluto al proprio territorio, è la peggiore delle sciagure, ovvero l'esilio.
Così Freud si convince a lasciare Vienna: il 4 giugno del 1938, accompagnato dalla moglie Martha e dalla figlia Anna, che nel frattempo era stata rilasciata, parte per Londra, facendo una breve tappa a Parigi.
Non è improbabile che proprio questo sradicamento dal suo ambiente contribuirà dunque seriamente all'aggravamento delle sue condizioni fisiche nei mesi successivi.
A Londra conoscerà il pittore Salvador Dalì, grazie al quale cambierà (forse per la prima volta nella sua vita) le proprie opinioni critiche riguardo il Surrealismo (corrente culturale fondata nel 1924 da André Breton, proprio in seguito alla lettura de "L'interpretazione dei sogni" dello stesso Freud).
Sigmund Freud morirà a Londra il 23 settembre 1939, in seguito ad un' overdose di morfina (di nuovo emerge la simbologia della quadratura Luna-Nettuno) somministratagli (dietro sua esplicita richiesta) dal medico curante Shurt, per l'esito di un tumore maligno alla gola (il Toro presiede proprio alla gola, alle corde vocali e alla voce) che lo aveva colpito 16 anni prima e che gli era costato ben 33 interventi chirurgici, causato quasi certamente dalla sua inveterata abitudine a fumare ben 20 sigari al giorno (espressione dell'insaziabile oralità taurina, rappresentata oltretutto da quel Giove leso in quinta casa).