mercoledì 12 novembre 2008

Aspetti e transiti planetari (prima parte)

E' il turno di un post dedicato all'argomento astrologico e questa volta vorrei riportare una vera e propria lezione tratta dal libro "Introduzione all'astrologia" della compianta Lisa Morpurgo.
Riguarda la definizione e la spiegazione della natura degli aspetti e dei transiti.
Nel loro moto dentro al cerchio zodiacale, i corpi celesti si trovano sempre in posizioni diverse e a diversa distanza l'uno dall'altro.
L'esperienza astrologica ha dimostrato che quando due pianeti si trovano ad una particolare distanza, si crea tra loro un rapporto che ne modifica o ne intensifica l'influenza.
Tale rapporto si chiama aspetto e viene indicato graficamente tracciando la corda dell'arco di cerchio delimitato dalla posizione dei due pianeti.
L'astrologia considera due categorie di aspetti: gli aspetti natali, e cioè la posizione dei pianeti al momento esatto della nostra nascita, e gli aspetti celesti, cioè tutte le diverse posizioni che i pianeti assumono via via nel susseguirsi dei giorni, dei mesi e degli anni.
Gli aspetti natali non sono altro che un frammento dei vari aspetti celesti, immobilizzato simbolicamente nell'istante del nostro ingresso nella vita, e che ci segue per sempre.
Il continuo ruotare dei pianeti sopra di noi, e sopra quel particolarissimo frammento di una loro posizione passata che ormai si identifica con noi stessi, viene chiamato transito.
Nel calcolare gli aspetti, si tiene sempre conto della possibilità di arrotondare, entro un certo limite di gradi, la distanza ideale indicata dall'aspetto stesso.
Notiamo subito però che un aspetto è tanto più forte quanto più è esatto, cioè vicino alla distanza ideale, mentre la sua influenza sfuma via via che aumenta l'arrotondamento.
Gli aspetti obbediscono a precise regole aritmetico-geometriche e rappresentano la suddivisione dei 360 gradi del cerchio per tutti i sottomultipli di dodici (e soltanto per questi).

Essi sono dunque i seguenti:
-CONGIUNZIONE: due o più pianeti occupano gli stessi gradi dello Zodiaco (con arrotondamento massimo di 10°)
-SEMISESTILE: due o più pianeti si trovano alla distanza di 30 gradi (con arrotondamento massimo di 2 gradi)
-SESTILE: due o più pianeti si trovano alla distanza di 60 gradi (con arrotondamento massimo di 4 gradi)
-QUADRATO: due o più pianeti si trovano alla distanza di 90 gradi (con arrotondamento massimo di 6 gradi)
-TRIGONO: due o più pianeti si trovano alla distanza di 120 gradi (con arrotondamento massimo di 7 gradi)
-OPPOSIZIONE: due o più pianeti si trovano alla distanza di 180 gradi (con arrotondamento massimo di 9 gradi)
L'astrologia tradizionale distinse in maniera netta gli aspetti in benefici (semisestile, sestile e trigono) e malefici (quadrato e opposizione).
La congiunzione invece veniva considerata benefica o malefica a seconda dei pianeti che la componevano.
L'astrologia moderna tende a liberarsi da questi schemi che sono fondamentalmente legati alla magia e all'ossessione divinatoria dei nostri progenitori e preferisce suddividere gli aspetti in rigidi o negativi (quadrato e opposizione) ed elastici o positivi (sestile e trigono).
La congiunzione rimane, per così dire, disponibile, anche se la sua analisi è oggi regolata da criteri razionali, nell'interpretazione dei suoi significati.
La suddivisione degli aspetti in due categorie distinte ha un'origine logico-geometrica oltre che essere dettata dai dati empirici raccolti in secoli di osservazione. Il termine opposizione, per esempio, si definisce quasi da sé. Sappiamo che due segni che si fronteggiano rappresentano due facce opposte dell'evoluzione zodiacale, e la differenza tra domicilio ed esilio, esaltazione e caduta stabilitasi tra loro ne è la dimostrazione. Due pianeti che si trovino dunque alla distanza di 180° l'uno dall'altro occupano appunto, nella stragrande maggioranza dei casi, due segni opposti, e partecipano del loro naturale "conflitto".
Due pianeti che formino un trigono, invece, occupano nella stragrande maggioranza dei casi, due segni appartenenti allo stesso elemento, poiché Fuoco, Terra, Aria e Acqua si susseguono nel cerchio zodiacale a 120° di distanza. Le affinità profonde che legano fra loro i segni di uno stesso elemento consentono di stabilire tra i pianeti occupanti un rapporto armonioso.
La distinzione tra aspetti malefici e benefici portava l'astrologia classica a definizioni drastiche e aprioristiche che l'astrologia moderna tende a smussare. Un quadrato e un'opposizione non hanno sempre influenze negative, così come un trigono e un sestile non hanno sempre influenze positive. Tutto dipende dai valori in gioco, dalle forze dominanti in un tema, dalla maggiore o minore opportunità di un freno o di uno stimolo nel quadro caratteriologico generale.
L'analisi degli aspetti è dunque uno dei capitoli più ardui in astrologia e sarà opportuno trattarlo un poco alla volta, per cui rimando alle prossime puntate la trattazione più dettagliata di un argomento così complesso e importante.

lunedì 10 novembre 2008

Finalmente on line gli Hotels italiani pet friendly

E' di oggi la notizia che finalmente anche in Italia basterà un click, comodamente seduti davanti allo schermo del proprio PC, per scovare senza fatica l'Hotel disposto ad accettare il nostro cane o gatto, per evitare spiacevoli questioni all'atto della prenotazione della stanza o, peggio ancora, amare sorprese una volta giunti a destinazione.
Si tratta di un sito il cui link è: http://www.pets-hotels.it, all'interno del quale si può consultare il database aggiornato di continuo, di tutti gli alberghi italiani disponibili ad accogliere clienti con al seguito il proprio animale.
Realizzato dalla Federalberghi-Confturismo (con il patrocinio del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri) il sito è una sezione speciale del portale degli albergatori italiani (http://www.italyhotels.it), in cui compaiono oltre 11.000 alberghi affiliati alla Federalberghi e diffusi su tutto il territorio italiano.
Non c'è che dire: è un' iniziativa davvero civile e al passo coi tempi, patrocinata tra l'altro anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a ribadire la volontà e l'impegno spesi da parte della nostra classe politica, per favorire l'evoluzione del rapporto uomo-animale nella società italiana.
"Considerando che in Italia una famiglia su tre possiede un animale da compagnia, risulta evidente quale sia la valenza del progetto 'pets hotels' - chiarisce l'onorevole Michela Vittoria Brambilla (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo) - Intendiamo mettere la nostra offerta in linea con quella degli altri Paesi a vocazione turistica. Penso, ad esempio, alla vicina Francia, dove gli animali sono i benvenuti nelle strutture ricettive come sui mezzi di trasporto. Ritengo inoltre che questo progetto rappresenti un importante passo in avanti per la formazione di una nuova cultura di tutela e rispetto dei nostri amici a quattro zampe". (AGI)
Speriamo solo che sull'onda di questa iniziativa anche Trenitalia riveda certe sue anacronistiche posizioni riguardo il trasporto degli animali, altrimenti sarebbe come avere un paese strabico che, se da un lato tende a favorire il turismo dei proprietari di animali incoraggiando gli operatori del settore alberghiero a scegliere una politica di tolleranza riguardo i pets (aiutando quindi a scoraggiare l'abbandono degli stessi), dall'altro invece ostacola il raggiungimento della meta turistica tramite la rete ferrotranviaria, il cui ente principale emana delle regole in totale contraddizione anche nei confronti di quelle che sono le tendenze europee a riguardo!

giovedì 6 novembre 2008

I DOVERI DEL BUON PADRONE

Oggi vorrei tracciare una sorta di vademecum molto sintetico e schematico, che funga da vera e propria guida oltre che da promemoria, affinché ogni proprietario di cane si ponga alcuni quesiti circa il rapporto col proprio animale e soprattutto per stimolare un vero e proprio esame di coscienza attraverso degli spunti pratici di riflessione con cui valutare la correttezza o meno del proprio comportamento nei riguardi di fido e del prossimo.
Per far ciò mi sono servito del prezioso lavoro "Cani e padroni buoni cittadini" scritto per A.S.E.T.R.A. dalle colleghe Barbara Gallicchio e Lorella Notari, che si occupano di medicina comportamentale e che ho più volte citato in altri post su questo blog.
Vediamo dunque quali sono i doveri del buon padrone:
  1. Iscrivere il cane all'anagrafe canina.
  2. Fare in modo di avere il controllo del cane in ogni momento.
  3. Educare il cane fin dal primo giorno del suo arrivo a casa basandosi soprattutto sul principio di premiare i buoni comportamenti: un cane educato è un cane felice!
  4. Fare in modo che il cane faccia l'esercizio fisico necessario tutti i giorni.
  5. Il cane ha bisogno di giocare col padrone e con altri cani: fare in modo che questo bisogno venga soddisfatto senza che disturbi o spaventi altri cani o persone.
  6. Non lasciare mai per nessuna ragione un cane incustodito con dei bambini.
  7. Ricordare che QUALSIASI DANNO il cane procuri il padrone è responsabile da tutti i punti di vista: considerare dunque l'opportunità di stipulare un'assicurazione.
  8. Fare in modo che il cane venga regolarmente visitato dal veterinario e faccia un'adeguata profilassi vaccinale e antiparassitaria.
  9. Prendere i provvedimenti necessari ad evitare cucciolate indesiderate.
  10. Un buon padrone poi ricorda sempre che non tutti amano i cani e rispetta le esigenze e i punti di vista degli altri. Per questo provvede affinché il suo cane non disturbi abbaiando o in qualsiasi altro modo, RACCOGLIE LE DEIEZIONI e, se necessario, fa in modo di allontanarlo quando incrocia altre persone, facendosi da parte.
Come avrete notato si tratta semplicemente di favorire innanzitutto quelle che sono le esigenze del cane, proprio alla luce delle moderne conoscenze di medicina comportamentale e quindi nel rispetto del suo benessere in quanto essere senziente, ma anche di coltivare un buon rapporto con chi ci circonda, all'insegna della civiltà e della buona educazione per evitare che si vengano a creare situazioni spiacevoli o addirittura pericolose.
Se tutti i proprietari di cani rispettassero quotidianamente queste linee guida di sicuro si contribuirebbe a diffondere il sentimento d'amore per il miglior amico dell'uomo, aiutando altresì a superare tutti i falsi miti e i pregiudizi ancor oggi esistenti riguardo a questo fantastico ed insostituibile compagno di vita!

lunedì 3 novembre 2008

La sindrome di Horner

Con questo nome altisonante viene definita una sindrome (ovvero una condizione patologica caratterizzata da un quadro sintomatologico tipico) dovuta alla perdita di innervazione simpatica a carico dell'occhio e dei suoi annessi (palpebre, congiuntive, ghiandole lacrimali), per cui si ha come prima conseguenza la perdita del tono della muscolatura liscia a livello della zona periorbitale e delle palpebre (compresa la terza o nittitante, che rimane procidente).
Questa innervazione è altresì importante per bilanciare la dilatazione pupillare o midriasi (attraverso i muscoli dilatatori dell'iride) opponendosi all'effetto costrittore o miosi, dovuto all'innervazione parasimpatica.
A causa di questo deficit pertanto si produce la cosiddetta anisocoria ovvero una differenza di diametro pupillare (asimmetria) nei due occhi.
Le lesioni alla base di questo danno neurologico possono prodursi a vari livelli lungo il decorso della catena del simpatico (sia pre- che post-gangliare) e tra le cause vi sono ferite da morso, tiroidectomia, avulsione dei plessi cervicale o brachiale, otite media (compreso il danno iatrogeno che si può produrre durante la pulizia dell'orecchio), polipi rinofaringei e neoplasie del mediastino ovvero del tratto toracico craniale.
Spesso purtroppo l'eziologia rimane impossibile da stabilire esattamente.
I sintomi che ci permettono di diagnosticare in ogni caso tale patologia sono dati da:
- miosi
- enoftalmo
- prolasso della terza palpebra
- ptosi.
In alcuni casi si possono riscontrare addirittura tutte queste manifestazioni contemporaneamente.
La miosi rimane tuttavia il sintomo più costante anche in assenza degli altri.
Ricordiamo che l'anisocoria può essere più evidente in una stanza buia, quando l'altra pupilla (quella dell'occhio normale) tende a dilatarsi.
In ogni caso l'occhio colpito non è mai dolente e questo ci permette di differenziare la sindrome di Horner da alcune condizioni dolorose dell'occhio, come l'uveite ed il danno corneale, che possono ugualmente provocare miosi.
Eventuali deficit visivi non sono invece così frequenti come si crede.
Ad ogni modo occorre effettuare una valutazione clinica completa con particolare attenzione alla funzionalità del nervo ottico e dello stato del sensorio, all'identificazione dei deficit propriocettivi, all'esame del condotto uditivo ed al riconoscimento di eventuali traumi recenti.
Tra le indagini diagnostiche collaterali sono consigliabili le radiografie del torace, per identificare eventuali masse a questo livello, e del cranio, per visualizzare un eventuale coinvolgimento delle bolle timpaniche (polipi dell'orecchio medio o otite media) che si evidenzierà sotto forma di una tipica radiopacità dei tessuti molli corrispondenti.

Oggigiorno poi abbiamo a disposizione, per quanto riguarda la diagnostica per immagini, esami più sensibili come la TAC e la Risonanza Magnetica che sicuramente forniscono dati più accurati e precisi.
Per quanto riguarda la prognosi, purtroppo la sindrome di Horner indica l'esistenza di un disordine primario di varia origine, per cui essa dipende completamente dalla corretta identificazione della causa di quest'ultimo e dalla sua risposta positiva al trattamento che per ovvi motivi non può essere specifico, ma è medico o chirurgico a seconda dei casi.

sabato 1 novembre 2008

La proposta di Federfauna contro l'importazione illegale di cuccioli

Nel giorno di Ognissanti ho deciso di trattare un argomento un po' spinoso e complesso, d'altronde già trattato parzialmente in un mio precedente post, ovvero quello del commercio illegale dei cuccioli di razza che purtroppo ancora non è stato sufficientemente preso sul serio, dato che continua ad essere in costante e progressiva espansione nonostante l'aria di crisi generale...
A tal proposito è di qualche giorno fa una proposta di Federfauna per contrastare la pratica dell'introduzione irregolare di animali da compagnia a fini commerciali.
Una pratica in aumento - secondo l'organizzazione- anche a causa di "ostacoli obiettivamente non necessari alle forme legali di introduzione, con la tragica conseguenza di lasciare ancora più spazio d'azione agli illegali".
In sostanza la legge, oltre a fissare dei limiti, dovrebbe anche dare certezze e per combattere il mercato nero è necessario semplificare quello legale.
Federfauna, la confederazione delle associazioni degli allevatori, commercianti e detentori di animali, ha scritto al Sottosegretario Martini una nota propositiva, indirizzata per conoscenza anche all'ANMVI e alla LAV.

Il Segretario Generale di Federfauna, Massimiliano Filippi, scrive che "se non si cercherà di uniformare il più possibile le caratteristiche richieste per i cuccioli introdotti da altri Paesi comunitari a quelle richieste per i cuccioli nati in Italia, sarà sempre maggiore il ricorso, da parte di commercianti impossibilitati ad approvvigionarsi tramite i canali regolari, ad animali introdotti irregolarmente e messi sul mercato come italiani perché questi, una volta passata la frontiera, non richiedono vincoli, non richiedono titolazione per rabbia, anzi nemmeno la vaccinazione e possono essere ceduti a due mesi anziché quasi a quattro".
A quanto detto Federfauna aggiunge che "la produzione italiana non è sufficiente per sopperire alla richiesta di mercato" e che "chi vuole un cucciolo di razza non si adatterà mai ad adottare un adulto meticcio proveniente da un canile".
La proposta è dunque la seguente: rispettare il Regolamento 998/2003 esattamente come è scritto, il che vuol dire cuccioli introducibili a tre mesi (non tre mesi e 21 giorni), microchip, passaporto, una vaccinazione antirabbica (non una più un richiamo) effettuata 21 giorni prima della movimentazione e, solo nei casi di effettivo rischio, la titolazione anticorpale e, comunque mai a destinazione.
Per completare il tutto, a vantaggio anche di chi effettua i controlli, prevedere dei parametri certi e non interpretabili per determinare l'età dei cuccioli ad esempio, come è già stato fatto in Francia, stabilire il peso minimo per ciascuna razza al di sotto del quale gli animali non possono essere commercializzati o, più semplicemente, rendere ufficiale il parametro del "primo premolare" che, a seconda che sia o meno spuntato, offre la possibilità oggettiva di verificare se il cucciolo sia più vicino ai tre mesi o a 1,5 mesi.
Se quest'ultimo criterio - conclude Filippi- venisse poi applicato a tutti i cani, nazionali compresi, ne gioverebbero tutti, anche gli animali stessi."
Mi perdoni il signor Massimiliano Filippi, ma a me dà tanto l'impressione del classico lupo travestito da agnello.
Si perché, sebbene sotto certi punti di vista la proposta sembrerebbe ottima e animata dalle migliori intenzioni, non va dimenticato però, a mio giudizio, lo spirito che sta alla base di tutto ciò e che stride maggiormente con tutto questo bel parlare e cioè che si consideri normale il commercio di esseri viventi, il che determina ovviamente tutto ciò che ne consegue, comprese le situazioni aberranti per cui dei poveri cuccioli vengono trattati come merce,
strappati dalla madre e dai fratellini in età esageratamente precoce (ovvero anche prima che abbiano ultimato lo svezzamento), stipati come sardine al buio, senza acqua né cibo oltre che in condizioni precarie dal punto di vista igienico-sanitario e trasportati a distanze anche notevoli, pur di portare a termine un buon affare, che è poi quel che davvero interessa ad ogni commerciante!
E' bene sapere infatti che un certo numero di allevatori, pur esponendo il simbolo di riconoscimento ENCI, sono soliti importare cuccioli dall'est, acquistarli all'ingrosso o addirittura da privati tramite annunci "compro e vendo cuccioli di qualsiasi razza" in Italia e all'estero.
Diffidate pertanto da qualsiasi allevatore che possa procurarvi cani di ogni razza su richiesta e in ogni momento!
E' infine necessario sapere che purtroppo non esistono negozi "seri", anche se ben pubblicizzati, anche se segnalati da veterinari (spesso complici): i cuccioli venduti nei negozi infatti, tralasciando gli aspetti etici, sono spesso delle vere e proprie frodi in commercio, passibili di denuncia alla Guardia di Finanza, dal momento che è frequente che il tanto sbandierato pedigree di cui vantano il possesso, ma la cui consegna guarda caso è sempre procrastinata con varie scuse a data da destinarsi, in realtà poi non venga mai consegnato, oppure risulti addirittura falsificato.
Sono molti difatti i negozi che contattano allevatori chiedendo di acquistare pedigree fino a trovarne di compiacenti che assecondino la loro richiesta...
Senza contare poi i libretti sanitari redatti in serie senza nome, né data di nascita o numero di microchip, con apposta magari la sola etichetta del primo vaccino (di solito effettuato prima del compimento del secondo mese d'età) per far salire il valore economico del cucciolo in vendita!
Insomma questo mondo dei cani di razza è spesso disseminato di situazioni poco lecite se non proprio illegali e attira di frequente personaggi poco onesti e senza scrupolo, pronti a far affari d'oro sulla pelle di cuccioli indifesi, la cui unica colpa è quella di appartenere magari alla razza di moda, perché lanciata dall'ultimo film o cartone di turno.
So che scrivendo queste cose probabilmente mi attirerò l'antipatia e il dissenso di molti, ma per concludere dirò che dovremmo farci tutti un bell'esame di coscienza e scoraggiare questo vergognoso commercio semplicemente smettendo di comprare cani di razza da negozi e allevatori senza scrupoli.
Se proprio desideriamo un cane, rivolgiamoci invece a canili e associazioni che pullulano di creature bisognose di affetto e di cure proprio perché guarda caso abbandonati magari da quelle persone che li avevano presi da cuccioli per farne un regalo di Natale o di compleanno al proprio figlio o alla propria ragazza, senza considerare che quello che stavano regalando era un altro essere vivente con tutto il carico di responsabilità ed impegno correlati.
Insomma cerchiamo di essere meno superficiali quando decidiamo di prenderci cura di un'altra vita e prima di farlo chiediamoci se siamo realmente in grado di farlo sia dal punto di vista economico che in termini di disponibilità di tempo e di energie: forse così ci saranno meno cani in giro, ma di sicuro quelli che vedremo saranno più sani da tutti i punti di vista e soprattutto più felici e rispettati!